Fitochelatine
Fra i petpidi di origine naturale le fitochelatine
(PCn) sono note da poco più di vent'anni. Esse appartengono
alla famiglia delle metallotioneine di classe III giocano un ruolo
importante nella strategia di difesa adottata dalle piante per
difendersi dall'azione nociva dei cosiddetti "metalli pesanti"
(HM). Le fitochelatine sono oligopeptidi di struttura simile al
glutatione (gamma-GluCysGly) e di formula generale (gamma-Glu-Cys)n-Gly
con n = 2-11 (comunemente 2-5). La biosintesi delle PCn non è
realizzata dai ribosomi ma dall'enzima PC-Sintasi, un enzima del
citosol che viene velocemente attivato per esposizione dell'organismo
a concentrazioni relativamente alte di HM.
Grazie al loro alto contenuto di cisteina, questi peptidi sono
capaci di chelare diversi ioni HM come Pb2+, Hg2+, Cd2+, Zn2+,
Cu+/2+, riducendo in tal modo la concentrazine del metallo nel
citosol e permettendo il loro immagazzinamento nei vacuoli dove
si realizza il bioaccumulo degli HM tossici. Oltre alla detossificazione
degli HM, è stato mostrato che che le PC giocano un ruolo
non trascurabile nell'omeostasi di metalli nutrienti essenziali
e che lo ione Cd2+ legato alle PC può essere captato in
vitro dalle cellule intestinali umane Caco-2 mediante meccanismi
che differiscono da quelli tipici dello ione non chelato. Oggi
è noto che le fitochelatine sono ampiamente distribuite
nel regno vegetale, dalle alghe ad alcune specie di funghi e licheni,
dai muschi alle felci, dalle gimnosperme alle angiosperme.
A dispetto delle grande interesse che le PC stanno suscitando
nella comunità scientifica, informazioni sul loro comportamento
acido base e sulle loro proprietà chelanti sono ancora
carenti. Aldilà di dati in parte contradditori sul sistema
Cd2+/PC2, non sono stati pubblicati fino ad ora altri studi termodinamici
su altri sistemi ione metallico/PCn e questo progetto di ricerca
tenterà di colmare questa lacuna.
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