Università degli Studi di Parma
LABORATORIO DI
MATERIALI VETROSI E CERAMICI
 
Pagine Web a cura di
Dario Montinaro

IL METODO SOL-GEL

 

Mediante tecnologia sol-gel è possibile produrre un'ampia varietà di network inorganici usando come monomeri precursori alcossidi di silicio o di altri metalli.
Attraverso la tecnica sol-gel è possibile preparare, a temperature relativamente basse, materiali a base di ossidi inorganici con le desiderate caratteristiche di durezza, resistenza chimica, porosità e resistenza termica.
Il processo sol-gel implica l'idrolisi dell'alcossido, la formazione di una sospensione colloidale e l'evoluzione di quest'ultima verso un gel in un processo di condensazione:


dove x è la percentuale in moli del grado di idrolisi.

IDROLISI
Gli alcossidi di silicio si idrolizzano sia in ambiente acido che in ambiente basico.
L'idrolisi avviene per attacco nucleofilo dell'acqua all'atomo di silicio. Lo schema di reazione è il seguente:




La cinetica di idrolisi in ambiente neutro è molto lenta, per questo motivo generalmente si fa avvenire la reazione in catalisi acida o basica.
In soluzione acida la specie SI(OH)4 è la specie predominante al disotto di pH 7. Al disopra di pH 7 cominciano a formarsi specie anioniche del tipo SiO(OH)3-.
La specie SiO(OH)3- è un acido molto debole e la specie SiO2(OH)32- si osserva in quantità apprezzabile solo a pH >12.
Poiché l'acqua è un reagente, il rapporto molare H2O/alcossido influenza la velocità di idrolisi. D'altra parte alcossidi come il tetraetilortosilicato (TEOS) non sono solubili in acqua, ed è quindi necessaria l'aggiunta di un solvente che renda la soluzione omogenea. Un altro parametro che influenza la velocità di idrolisi è la natura dei sostituenti legati al silicio. Sostituenti più ingombranti ritardano l'idrolisi dell'alcossido.
La sostituzione di gruppi alchilici in luogo di gruppi alcossido, aumenta la densità elettronica del silicio, mentre la sostituzione di gruppi alcossido con ossidrili, riduce la densità elettronica. L'effetto induttivo è importante nella stabilizzazione di stati di transizioni che implicano formazione di cariche negative o positive. In catalisi acida la velocità di idrolisi decresce man mano che i gruppi alcossido sono sostituiti da gruppi ossidrile, viceversa in catalisi basica la velocità di idrolisi aumenta all'aumentare di gruppi sostituiti sul monomero.
A causa degli effetti induttivi, nell'impiego di organosilani, in cui un sostituente alchilico elettrondonatore è legato al silicio, è preferibile far avvenire la reazione in soluzione acida.
Secondo la stechiometria di reazione, una maggiore concentrazione di acqua favorisce l'idrolisi dell'alcossido.
Si è trovato che la velocità di idrolisi del TEOS rispetto alla concentrazione di acqua è del primo ordine in catalisi acida mentre sembra essere di ordine zero in catalisi basica.
Per solubilizzare alcossidi polari, come ad esempio il TEOS, si utilizzano solventi polari, come etanolo o formammide. Solventi meno polari, come THF, sono adatti ad alcossidi alchilsostituiti, mentre solventi che hanno allo stesso tempo carattere polare e non polare, come il metossietanolo, sono impiegati quando in soluzione sono presenti più specie con polarità differente.
Poiché l'idrolisi avviene in condizioni acide o basiche, la presenza di idrogeni labili nel solvente può influenzare l'efficacia del catalizzatore. Solventi aprotici che non formano legami idrogeno con l'ossidrile, rendono quest'ultimo più nucleofilo, là dove solventi protici rendono lo ione idrogeno più elettrofilo.
La formazione di legami idrogeno col solvente può inoltre influenzare il meccanismo di idrolisi, ad esempio attivando un debole gruppo uscente per realizzare una sostituzione nucleofila bimolecolare.
Come è già stato detto, l'idrolisi del TEOS ha una cinetica molto lenta in assenza di un catalizzatore, nela figura seguente è mostrato l'andamento della velocità di idrolisi in funzione del pH. Si può notare come a pH 7 la reazione abbia la minima velocità.



Velocità di idrolisi in funzione del tempo.


IDROLISI IN CATALISI ACIDA
Nel primo stadio di idrolisi in soluzione acida un atomo di ossigeno del gruppo alcossido viene protonato, rendendo il silicio più elettrofilo e quindi più suscettibile di attacco nucleofilo da parte dell'acqua. Il meccanismo di reazione più probabile prevede la formazione di un intermedio a cinque termini ed è di tipo SN2 .



Idrolisi di un alcossido in ambiente acido secondo un meccanismo tipo SN2


In base al meccanismo appena proposto, la velocità di idrolisi è aumentata da sostituenti con scarso ingombro sterico e da sostituenti con effetto elettron-donatore, questi ultimi stabilizzano la formazione di cariche positive.


IDROLISI IN CATALISI BASICA
L'idrolisi degli alcossidi di silicio in ambiente basico, a parità di concentrazione del catalizzatore, procede con velocità minore rispetto all'idrolisi acida.
La sostituzione del primo gruppo alcossido procede molto lentamente, ma gli step successivi sono via via più veloci man mano che aumenta il numero di gruppi sostituiti sul monomero.
Anche per l'idrolisi catalizzata da basi è stato proposto un meccanismo tipo SN2 .



idrolisi di un alcossido in catalisi basica secondo un meccanismo SN2.


Come per l'idrolisi acida, anche in questo caso lo stato di transizione è sensibile agli effetti sterico ed induttivo dei gruppi sostituenti.
Un altro meccanismo proposto prevede la formazione di un intermedio penta-coordinato che successivamente decade verso un secondo stato di transizione in cui ognuno dei leganti può assumere una parziale carica negativa.
Il secondo stadio di transizione decade poi verso la formazione del prodotto tramite allontanamento di un gruppo alcossidico. Quest'ultimo stadio del processo è favorito dalla formazione di legami idrogeno fra il gruppo alcossido ed il solvente.


meccanismo di razione a due stati di transizione con formazione di un intermedio penta-coordinato.

La reazione di idrolisi è una reazione di equilibrio e può quindi procedere in direzione inversa. La reazione di riesterificazione può quindi procedere secondo gli stessi meccanismi proposti per l'idrolisi.
Il primo step di riesterificazione del silanolo prevede la protonazione del gruppo ossidrile in ambiente acido e la deprotonazione di un gruppo alcolico per formare il nucleofilo RO- in ambiente basico. Pertanto la reazione di riesterificazione avviene più rapidamente in ambiente acido, in cui di solito si lavora a ad un pH 1-3 (alta [H+]), che in catalisi basica in cui si lavora a
pH 8-10. Per questo motivo la reazione di idrolisi in ambiente basico è più lenta ma completa e pressoché irreversibile.

IDROLISI CATALIZZATA DA IONI FLUORURO
Oltre ai metodi precedentemente citati, esistono altri sistemi catalisi per aumentare la cinetica di idrolisi degli alcossidi. Uno di questi prevede l'impiego di HF.
Lo ione fluoruro ha pressappoco le stesse dimensioni dello ione OH- e i gel ottenuti impiegando F- hanno proprietà simili a quelli preparati in catalisi basica.
Uno dei meccanismi proposti per spiegare l'azione catalitica di F- è di tipo SN2 e prevede l'attacco nucleofilo del fluoruro sul silicio, con formazione di un intermedio penta-coordinato. In uno step successivo l'attacco nucleofilo dell'acqua sul silicio idrolizza il legame Si - F con rigenerazione dello ione fluoruro.


Meccanismo proposto per l'idrolisi degli alcossidi di silicio catalizzata da HF.

CONDENSAZIONE
I gruppi silanolo formatisi nel processo di idrolisi tendono a dare reazioni di polimerizzazione con formazione di legami Si - O - Si .
La reazione di condensazione può avvenire principalmente secondo due meccanismi: attacco di un gruppo silanolo su un atomo di silicio e successiva espulsione di una molecola di acqua ed attacco con eliminazione di una molecola di alcol nel caso di un monomero parzialmente idrolizzato.


Reazione di condensazione con eliminazione di una molecola di acqua (soprat); alcol (sotto).


La reazione di condensazione procede verso la formazione di un network di struttura diversa in base alle condizioni di reazione.
Nonostante l'evoluzione degli alcossidi verso networks inorganici sia un processo spontaneo nelle condizioni previste dal metodo sol-gel, di solito si utilizza un catalizzatore per accelerare la reazione o per favorire la formazione della struttura desiderata.
I catalizzatori di solito utilizzati sono acidi inorganici, basi, alcossidi di metalli di transizione ed anioni fluoruro.
La velocità minima di condensazione si ha per un pH 1.5-2, corrispondente al punto isoelettrico. A pH maggiori e minori di questo valore di minimo, i gruppi silanolo del network sono rispettivamente deprotonati e protonati. Il punto isoelettrico relativo ai gruppi silanolo del polimero in crescita è più basso rispetto al corrispondente valore per il monomero (pH ~ 2.5), questo è probabilmente dovuto all'aumento di acidità col procedere della condensazione.
La reazione di condensazione porta alla formazione di una soluzione colloidale che evolve in un gel.

CONDENSAZIONE IN CATALISI ACIDA
Secondo il meccanismo generalmente accettato, la reazione di condensazione in ambiente acido implica la protonazione di gruppi silanolo, rendendo il silicio più elettrofilico e quindi più suscettibile di attacco nucleofilo.
I gruppi che vengono protonati più facilmente sono naturalmente quelli più basici, e quindi i gruppi silanolo contenuti in monomeri o in oligomeri poco ramificati Per questo motivo la condensazione avviene probabilmente con reazione di una specie neutra con un gruppo Si - OH situato sul monomero o con un gruppo terminale di una catena.
Anche in catalisi acida il meccanismo di reazione implica la formazione di stati di transizione ed intermedi penta- o esa-coordinati.
La sostituzione di gruppi alcossidi (elettrondonatori) con gruppi elettronattrattori -OH e gruppi -OSi, con l'avanzamento della reazione, tende a destabilizzare la formazione di cariche positive nello stato di transizione, questo effetto rallenta la cinetica di condensazione.
Riassumendo quanto detto finora, la catalisi basica ha una più lenta cinetica di idrolisi, che invece aumenta via via che i gruppi silanolo vengono sostituiti da gruppi -OH. L'idrolisi è però completa ed irreversibile. Viceversa la condensazione in catalisi basica è più veloce e procede per addizione di monomero ai gruppi Si - O- del cluster in crescita, portando alla formazione di particelle sferiche e di un network fortemente reticolato.
In catalisi acida invece la reazione di idrolisi è più veloce, ma è favorita anche la reazione inversa di riesterificazione. La cinetica di condensazione rallenta con l'avanzare del grado di sostituzione. La condensazione procede principalmente per reazione di specie neutre con gruppi Si - OH protonati, portando alla formazione di catene poco ramificate.


CONDENSAZIONE IN CATALISI BASICA
Il meccanismo più comunemente accettato per la condensazione in catalisi basica coinvolge l'attacco nucleofilo di un gruppo silanolo deprotonato su un gruppo silicico neutro.La reazione avviene al disopra del punto isoelettrico dei gruppi silanolo e quindi dipende dal grado di polimerizzazione (pH > 1.5 - 4.5 ).
L'acidità di un gruppo silanolo dipende dai sostituenti legati al silicio. Quando i gruppi OR ed OH sono rimpiazzati da gruppi O-Si, la ridotta densità


Meccanismo di condensazione in catalisi basica.

elettronica sul silicio aumenta l'acidità dei gruppi silanolo residui.
Uno dei meccanismi proposti, prevede la reazione fra specie grandi con un alto grado di condensazione e particelle piccole, poco diramate.
La massima velocità di condensazione si ha in corrispondenza di pH 7, quando è alta la concentrazione sia di specie protonate che di specie deprotonate.
La velocità più bassa si ha in corrispondenza del punto isoelettrico.
Il meccanismo generalmente accettato prevede la formazione di intermedi o stadi di transizione penta- o esa-coordinati.
La presenza di gruppi silanolo deprotonati sulle specie in crescita fa sì che ci sia una mutua repulsione fra di esse, favorendo quindi l'addizione del monomero al cluster in crescita piuttosto che la condensazione fra specie oligomeriche.
La temperatura gioca un ruolo determinante in quanto la struttura silicica formatasi nel processo di condensazione è solubile in ambiente basico e la sua solubilità aumenta con la temperatura. Poiché le particelle più piccole sono più solubili rispetto a quelle di volume maggiore, aumentando la temperatura si tende a favorire il dissolvimento delle particelle più piccole, con rilascio di monomero che va ad addizionarsi alle particelle più grosse e meno solubili.
Aumentando quindi la temperatura è quindi possibile ottenere particelle di dimensioni maggiori.
Gelificazione
La viscosità della soluzione colloidale ottenuta per effetto della condensazione aumenta nel tempo a causa della crescita delle catene polimeriche. Il tempo di gel, Tgel, può essere definito come il punto corrispondente ad un determinato valore di viscosità, oppure come il punto in cui il gel ha assunto un valore di elasticità tale da poter essere tagliato.
Generalmente i fattori che aumentano la velocità di condensazione riducono il tempo di gel.
Per gel preparati da alcossidi di silicio, la gelificazione è più veloce in presenza di basi o HF che in presenza di acidi.
Il tempo di gel diminuisce con l'aumento della temperatura, della concentrazione di alcossido, del rapporto acqua/alcossido e con la diminuzione delle dimensioni dei gruppi alcossidi.
Le reazioni che portano alla formazione del gel, in genere non si arrestano in corrispondenza del punto di gel, poiché è presente ancora una quantità apprezzabile di oligomeri liberi di diffondere e di reagire. Le proprietà del gel, come ad esempio il modulo elastico continuano oltre il tempo di gel e dipendono quindi dal tempo di invecchiamento (aging).
Durante il processo di invecchiamento, si verificano processi di riorganizzazione strutturale del network, variazione del diametro dei pori, precipitazione di cristalli e irrigidimento, dovuto alla formazione di ulteriori cross-links.


Struttura di gel ottenuti per condensazione in ambiente acido (sinistra) e basico (destra)


ESSICCAMENTO
Il processo di essiccamento del gel si divide in diversi stadi.Inizialmente il gel subisce una diminuzione di volume proporzionale alla quantità di liquido evaporato e l'interfaccia liquido-vapore è localizzata sulla superficie.
Nella fase iniziale il raggio del menisco liquido-vapore sulla superficie, è molto grande rispetto al diametro dei pori, quindi la pressione capillare è bassa.
Ad un certo punto, detto punto critico, le particelle sono troppo fortemente impaccate ed il riarrangiamento interno non è più possibile. Il raggio del menisco è uguale al raggio dei pori.



Al punto critico il raggio del menisco è uguale al raggio dei pori. La tensione capillare è massima.

In questo stadio dell'essicamento è più probabile che avvengano fratture.
Nonostante l'aria, all'interno dei pori rimane ancora un film continuo di liquido, e l'evaporazione continua ad avvenire in superficie.


Dopo il punto critico il menisco liquido-vapore recede verso l'interno. L'evaporazione avviene ancora in superficie poichè il liquido è ancora trasportato verso l'esterno per flusso attraverso il sottile film che riveste i pori.


Quando il liquido è isolato nelle sacche più interne della struttura, l'evaporazione può procedere solo per diffusione verso l'esterno.


Quando il liquido è isolato negli spazi interni l'evaporazione avviene all'interno dei pori.


Durante la fase di essiccamento, il liquido che arretra all'interno dei pori genera una tensione capillare che provoca un riarrangiamento della struttura che diventa più compatta.
Lo stress generato nel processo di contrazione è maggiore per i gel preparati in catalisi acida, a causa delle minori dimensioni dei pori. I gel preparati in catalisi basica sono invece costituiti da densi cluster separati da ampi spazi vuoti che generano quindi una bassa tensione superficiale.


BIBLIOGRAFIA:

C.J. Brinker and G.W. Scherer, Sol-Gel Science: The Physics and Chemistry of Sol-Gel Processing (Academic Press, Inc.: New York, 1990).

 

Clickando sull'icona sottostante puoi scaricare alcune pagine introduttive sui metodi sol-gel

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ti chiediamo solo di citare la fonte e di farcelo sapere:

Andrea Lorenzi: "Materiali in film e in bulk con particolari proprietà ottiche, elettriche e sensoristiche"
Tesi di dottorato in Scienze Chimiche, XVIII ciclo

 

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