ATTIVITÀ
DI RICERCA
Chimica
metallorganica e di coordinazione
Chimica bioinorganica
Reattività
e catalisi
Struttura
e attività farmacobiologica
Metodologie
cristallografiche e sviluppo software
Materiali
Chimica supramolecolare
Chimica
teorica e computazionale
Spettroscopia ottica
Sviluppo
ed applicazione di nuove tecniche di chimica analitica strumentale
Chimica
per la salvaguardia dei beni culturali
Linee
di ricerca in fase di sviluppo
Altre pubblicazioni
CHIMICA
METALLORGANICA E DI COORDINAZIONE
C.
Pelizzi, M. Carcelli, P. Pelagatti, G.
Pelizzi, A. Bacchi, S. Ianelli
Sintesi
e studio delle proprietà coordinanti di leganti azotati polifunzionali
Il lavoro di ricerca è indirizzato verso la progettazione e la
sintesi di leganti organici polifunzionali contenenti gruppi insaturi (es.
C=N, C=O, C=S) e verso la sintesi e la caratterizzazione dei corrispondenti
composti di coordinazione o metallorganici a diversa nuclearità.
In particolare è stata verificata la capacità coordinante
verso elementi di transizione di numerosi derivati dell?idrazina contenenti
differenti atomi donatori ed opportuni gruppi funzionali.
La ricerca si propone di studiare le interazioni fra i leganti e vari
ioni metallici al variare di alcuni parametri (es. natura del metallo,
natura e geometria del legante, fattori sterici ed elettronici di coleganti,
stereochimica) allo scopo di isolare specie chimiche di diversa stereochimica
e nuclearità che possono essere utilizzati in settori di ricerca
più finalizzati ed applicativi sulla base dei risultati e delle
informazioni acquisite (es. interazioni fra centri metallici, comportamento
del legante, siti di coordinazione disponibili, associazione di unità
complesse, influenza di gruppi funzionali sui parametri strutturali e sulle
proprietà chimiche). La caratterizzazione prevede l?impiego di tecniche
analitiche e chimico fisiche ed in particolare della tecnica di diffrazione
a raggi X per correlare la struttura con le proprietà dei composti.
-
Amadei E., Carcelli M., Ianelli S., Cozzini P., Pelagatti P., Pelizzi C.
"Ligand behaviour and reactivity of phenyl 2-pyridylketone azine. Structures
of two polymorphic forms of the azine and a copper complex of 3-phenyltriazolo[1,5-a]pyridine"
J. Chem. Soc. Dalton Trans., 1025-1029 (1998).
-
Carcelli M., Cozzini P., Marroni R., Pelagatti P., Pelizzi C., Sgarabotto
P. "Unusual coordination mode of a 2-pyridyl ketone oxime ligand in bis(4-butylphenyl
2-pyridyl ketone oximate)palladium(II)" Inorg. Chim. Acta, 285,
138-141 (1999).
-
Carcelli M., Delledonne D., Fochi A.,
Pelizzi G., Rodriguez-Arguelles M.C., Russo U.: "The behaviour of polydentate
hydrazonic ligands derived from 2-acetylpyridine towards organotin compounds.
Part I: the diorganotin(IV) complexes" J. Organometal. Chem. 544,
29.35 (1997).
-
Carcelli M., Ianelli S., Pelagatti P.,
Pelizzi G.: "Structural characterization of a new ligand mode of 2,6-diacetylpyridine
bis(semicarbazone), H2daps" Inorg. Chim. Acta 202,
121-126 (1999).
-
Bacchi A., Carcelli M., Pelagatti P.,
Pelizzi C., Pelizzi G., Salati C., Sgarabotto P.: "Nickel and palladium(II)
complexes with acylhydrazone ligands of a
-diketones: the electronic and steric factors affecting the formation of
the dimeric palladium(II) complexes" Inorg. Chim. Acta 295,
171-179 (1999).
A.M.
Manotti-Lanfredi, F. Ugozzoli
Complessi
di ioni metallici di elementi del gruppo XI
L?attività di ricerca, condotta in collaborazione con il Dipartimento
di Scienze Chimiche dell?Università di Trieste, è finalizzata
a due scopi principali: (a) con leganti S-, P donatori, sintetizzare e
studiare complessi in grado di simulare biosistemi e quindi utili per lo
studio dei punti di attacco in derivati di interesse biologico-ambientale;
(b) con leganti N-donatori, come la 2,2?-dipiridilammina, studiare complessi
dove le proprietà di coniugazione e di flessibilità del legante,
permette ai derivati di manifestare buone capacità catalitiche redox
(ad es. nella autoossidazione catalitica di fenoli bisostituiti). Lo studio
di complessi fosfinici con rapporto Cu:P = 1:2 ha rivelato una inattesa
struttura dimerica dove gli atomi di idrogeno degli anelli fenilici di
leganti fosfinici, attraverso legami di idrogeno intramolecolari C-H...O
o C-H...S, giocano un importante ruolo nella stabilizzazione dei complessi.
Complessi del dipyam con Cu(I) o Cu(II), tutti contenenti controioni alogenuro
(la cui presenza è prerequisito fondamentale per l?attività
catalitica) hanno evidenziato, quando contenenti come legante anche il
carbonile, un ruolo competitivo del legante azotato nell?attacco al metallo
ed una stabilità termica e chimica che aumenta con l?aumentare delle
dimensioni dell?alogeno. La formazione di dimeri di questi dipyam-alogeno
complessi attraverso legami del N-H...X implicanti l?azoto amminico (in
assenza di acqua di cristallizzazione) sembra indipendente dallo stato
di ossidazione del metallo, dal rapporto Cu:dipyam, come pure dalla natura
e dal modo di legarsi al metallo degli altri leganti.
-
Biagini Cingi M., Manotti Lanfredi A.M., Ugozzoli F., Camus A., Marsich
N. "Structural properties of some dimeric Cu(I) 1,2-bis(diphenylphosphino)ethane
complexes with carboxy- and dithiocarboxy-arylates. X-ray crystal structures
of [ bis(benzoato-O)-bis(1,2- bis(diphenyl-phosphino)ethane)-m
-1,2-bis(diphenylphosphino)ethanedicopper(I)]
.4H2O and [ bis(dithio-o-toluato,SS?)-bis(m
-1,2-bis(diphenylphosphino)ethane)dicopper(I)]
" Inorg. Chim. Acta 262, 69-75 (1997).
-
Ugozzoli F., Manotti Lanfredi A.M., Marsich N., Camus A.: "Copper(I)
carbonyl and copper(II) acetato complexes with 2,2?-dipyridylamine and
halide anions. Crystal and molecular structures of carbonylchloro(2,2?-dipyridylamine)copper(I)
and acetatochloro(2,2?-dipyridylamine)copper(II)" Inorg. Chim. Acta 256,
1-7 (1997).
-
Camus A., Facchinetti A., Marsich N., Manotti-Lanfredi A.M., Ugozzoli
F.: "Complexes of copper(II) dihalide with 2,2?-dipyridylamine. X-ray diffraction
structures of [ dibromo-bis(dipyam)copper(II)]
-water (1:2) and di[ chloro-bis(dipyam)copper(II)]
diiodide-acetonitrile (1:2) complexes" Inorg. Chim. Acta 290, 180-188
(1999).
F.
Dallavalle, E. Leporati
Termodinamica
delle interazioni metallo/legante in soluzione
Lo studio della stereoselettività nella formazione di complessi
ternari di metalli di transizione con leganti chirali (amminoammidi, amminoidrossammati,
peptidi) e D- o L-amminoacidi ha riguardato gli equilibri di formazione
di complessi ternari di Cu(II) con leganti chirali amminoammidici bi-,
tri-, tetra-dentati e D- o L-amminoacidi, esaminati mediante potenziometria
e spettrofotometria. La speciazione ottenuta per i diversi sistemi ha evidenziato
alcune significative stereoselettività, dovute principalmente a
interazioni repulsive intramolecolari, a seconda del tipo di amminoacido.
Questi risultati hanno permesso di individuare le specie binarie responsabili
del riconoscimento enantiomerico di amminoacidi in HPLC quando soluzioni
Cu(II)/legante chirale vengono addizionati all?eluente o adsorbiti sulla
fase stazionaria della colonna. Solo in pochi casi si è trovata
una relazione tra la differenza di stabilità in soluzione dei due
complessi diastereomerici e l?ordine di eluizione osservato, ma è
stato comunque chiarito che il meccanismo di riconoscimento cromatografico
è diverso a seconda del numero di atomi donatori del legante e che
la discriminazione chirale risiede principalmente sulla fase stazionaria
della colonna.
Infine, lo studio della stereoselettività è stato rivolto
a leganti chirali amminoidrossammici che presentano interessanti analogie,
ma anche significative differenze rispetto a quelli amminoammidici. Nel
caso dei complessi ternari di (S)-leucinaidrossammato con diversi
amminoacidi non si è osservata alcuna stereoselettività.
-
Dallavalle F., Folesani G., Leporati E., Abdel-Rahman L.H.: "Complex Formation
Equilibria for (S)-Amino Acid Amides with Nickel(II) in Aqueous
Solution" J. Coord. Chem. 42, 189 (1997).
-
Dallavalle F., Folesani G., Leporati E., Borromei R.: "Formation Equilibria
of Copper(II) Ternary Complexes with (S)-Leucinehydroxamic Acid
and (R)- or (S)-Amino Acids in Aqueous Solution" J. Coord.
Chem. 44, 225 (1998).
-
Galaverna G., Corradini R., Dossena A., Chiavaro E., Marchelli R., Dallavalle
F., Folesani G.: "Chiral Discrimination of Dns- and Unmodified D,L-Amino
Acids by Copper(II) Complexes of Terdentate Ligands in High Performance
Liquid Chromatography" J. Chromatogr. A 829, 101 (1998)
-
Dallavalle F., Folesani G., Pelosi G., Ferrari Belicchi M., Galaverna G.,
Corradini R., Marchelli R.: "Copper(II) Complexes with Chiral Diaminidiamido
Ligands: Solution and Structural Studies" J. Coord. Chem. 47,
425(1999).
S.
Ianelli, G. Pelosi
Studi
strutturali di complessi metallici con leganti polianionici tetra ed esadentati
tipo EDTA
In collaborazione col Dipartimento di Chimica dell?Università
di Pittsburgh (USA) e col Dipartimento di Chimica dell?Università
di Kragujeva (Yugoslavia) sono in corso studi strutturali di complessi
di metalli di transizione con leganti di tipo edta. L?obiettivo di questa
ricerca è lo studio delle correlazioni fra natura e dimensioni del
centro metallico e differenze nelle distanze di legame nella sfera di coordinazione,
questo comporta deviazioni significative dalla geometria ideale degli anelli
di chelazione.
-
Matovic Z.D., Pelosi G., Ianelli S., Ponticelli G., Radanovic D.D., Radanovic
D.J.: "Square-pyramidal copper(II) complexes of linear tetradentate edda-type
ligands forming six-membered rings. Molecular structures of [Cu(1,3-pdda)(H2O)]
and [Cu(eddp)(H2O)].3.5 H2O", Inorg.
Chim. Acta 268, 221-230 (1998).
-
Radanovic D.J., Ianelli S., Pelosi G., Matovic Z.D., Tasic-Stojanovic,
S.Douglas B.E.,.: "Some hexadentate Ni(II)-edta-type complexes containing
five-membered diamine rings. The molecular and crystal structure of the
trans(O5) isomer of barium(ethylendiamine-N,N?-diacetato-N,N?-di-3-propionato)nickelate(II)
hexahydrate, trans(O5)-Ba[Ni(eddadp)].6H2O,
and strain analysis of edta-type chelates in relation to their octahedral
distortion ", Inorg. Chim. Acta 278, 66-75 (1998).
C.
Rizzoli, A. Villa
Contributi
strutturali allo studio di nuove metodologie di sintesi organometalliche
L?attività di ricerca riguarda principalmente l?indagine strutturale
con tecniche diffrattometriche a raggi X di composti organometallici e
di coordinazione. Tale attività, condotta in collaborazione con
ricercatori di Università italiane ed estere, è finalizzata
alla definizione di nuove strategie per metodologie di sintesi.
Le principali tematiche sviluppate possono essere così riassunte:
a) Studio della chimica assistita da metalli dei meso-octaalchilporfirinogeni
La ricerca ha permesso di sintetizzare e caratterizzare strutturalmente
i primi esempi di forme ossidate del porfirinogeno (porfirine artificiali)
contraddistinte dalla presenza di una o due unità ciclopropaniche
nel macrociclo e di definire i meccanismi redox intra- ed intermolecolari
implicati nella conversione. Sono inoltre in corso studi riguardanti la
definizione delle metodologie sintetiche in grado di modificare la periferia
del porfirinogeno (reazioni di omologazione di anelli pirrolici a piridine
e di funzionalizzazione delle catene alifatiche presenti nelle posizioni
meso del porfirinogeno).
b) Macrocicli azotati come modelli polifunzionali tridimensionali
nella chimica organometallica e di coordinazione La ricerca è
rivolta allo studio di nuovi frammenti polifunzionali ad elevato effetto
tridimensionale che possano sostituire legandi convenzionali della chimica
organometallica e di coordinazione. Esempi significativi degli studi condotti
in quest?ambito sono le ricerche effettuate sulla reattività di
complessi metallici contenenti basi di Schiff, porfirine, porfirazine e
dibenzotetrametiltetraaza[14]annulene (tmtaa).
c) Calix[4]areni come legandi ancillari nella chimica di coordinazione
ed organometallica La ricerca si propone di realizzare modelli allo
stato solido di superfici in grado di attivare trasformazioni di substrati
organici-inorganici sfruttando il sistema tetraanionico O4 derivato dalla
forma deprotonata del calix[4]arene. Tale sistema mima una superficie osso
quasi-planare lasciando libero il metallo di intervenire in una serie di
funzionalizzazioni organometalliche e nell?attivazione di piccole molecole.
In particolare è stata studiata la chimica redox di diverse funzionalità
metallo-carbonio legate alla matrice osso-calix[4]arenica utilizzando zirconio,
ferro, tantalio, niobio, tungsteno, cromo.
-
Zanotti-Gerosa A., Solari E., Giannini L., Floriani C., Chiesi-Villa A.,
Rizzoli C.: "Shaping the Cavity of Calix[4]arene Using Transition Metals
and Binding Alkali-Metal Cations Inside the Cavity: the Relevance of the
Alkali-Metal Cation-Arene Interaction" J. Chem. Soc., Chem. Comm.
183-184 (1997).
-
Solari G., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "Bifunctional
Carriers of Alkali-Metal Enolates: the Use of Zirconium meso-Octaethylporphyrinogen
in Aldol Condensation Reactions" Organometallics 16 508-510
(1997).
-
Stolmàr M., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "p-tert-Butylcalix[4]arene
Tetrakis(diphenylphosphinite) and Tetrakis(dimethylphosphinite) Acting
as Phosphorus Binding Surfaces for Monometallic and Homo- and Heterodimetallic
Fragments" Inorg. Chem. 36, 1694-1701 (1997).
-
Giannini L., Solari E., Zanotti-Gerosa A., Floriani C., Chiesi-Villa A.,
Rizzoli C.: "Metal-Metal Multiple Bonds Formed Across Two Tungsten-Calix[4]arenes
by a Reductive Coupling Reaction" Angew. Chem., Int. Ed. Engl.
36, 753-754 (1997),
-
Gallo E., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "Use of
Manganese(II)-Schiff Base Complexes for Carrying Polar Organometallics
and Inorganic Ion-Pairs" Inorg. Chem. 36, 2178-2186 (1997).
-
Solari G., Solari E., Lemercier G., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C.: "Metal-Assisted Cleavage of the Porphyrinogen Skeleton: Reaction of
meso-Octaethylporphyrinogen Complexes with Benzaldehyde" Inorg.
Chem. 36, 2691-2695 (1997).
-
Gallo E., Solari E., Re N., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "Carbon-Carbon
Bonds Functioning as Electron Shuttles: The Generation of Electron-Rich
Manganese(II)-Schiff Base Complexes and Their Redox Chemistry" J. Am.
Chem. Soc. 119, 5144-5154 (1997).
-
Lesueur W., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "A Bidentate
Bisphosphine Functioning in Intramolecular Aliphatic Metalation and as
an NMR Spectroscopic Probe for the Metal Coordination Environment" Inorg.
Chem. 36, 3354-3362 (1997).
-
Rogers A.J., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "New
Directions in Amido-Transition Metal Chemistry: the Preparation and Reaction
of Mixed Amido-Amino Macrocyclic Ligands" J. Chem. Soc., Dalton Trans.,
2385-2386 (1997).
-
Franceschi F., Guardigli M., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C.: "Designing Copper(I) Photosensitizers for the Norbornadiene-Quadricyclane
Transformation Using Visible Light: an Improved Solar Energy Storage System"
Inorg. Chem. 36, 4099-4107 (1997).
-
Solari E., Maltese C., Franceschi F., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C.: "Geometrical Isomerism and Redox Behaviour in Zirconium-Schiff Base
Complexes: the Formation of C-C Bonds Functioning as Two-Electron Reservoirs"
J. Chem. Soc., Dalton Trans., 2903-2910 (1997).
-
Giannini L., Caselli A., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C., Re N., Sgamellotti A.: "Organometallic Reactivity on a Calix[4]arene
Oxo Surface. Synthesis and Rearrangement of Zr-C Functionalities Anchored
to a Calix[4]arene Moiety" J. Am. Chem. Soc. 119, 9198-9210
(1997).
-
Giannini L., Caselli A., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C., Re N., Sgamellotti A.: "Organometallic Reactivity on a Calix[4]arene
Oxo Surface. The Stepwise Migratory Insertion of Carbon Monoxide and Isocyanides
into Zirconium-Carbon Bonds Anchored to a Calix[4]arene Moiety" J. Am.
Chem. Soc. 119, 9709-9719 (1997).
-
Ferguson R., Solari E., Floriani C., Osella D., Ravera M., Re N., Chiesi-Villa
A., Rizzoli C.: "Stepwise Reduction of Dinitrogen Occurring on a Divanadium
Model Compound: A Synthetic, Structural, Magnetic, Electrochemical, and
Theoretical Investigation on the [V=N=N=V]n+ [n
= 4-6] Based Complexes" J. Am. Chem. Soc. 119, 10104-10115
(1997).
-
Musso F., Solari E., Floriani C., Schenk K., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.:
"Hydrocarbon Activation with metal Halides: Zirconium Tetrachloride Catalyzing
the Jacobsen Reaction and Assisting the Trimerization of Alkynes via the
Formation of h6-Arene-Zirconium(IV)
Complexes" Organometallics 16, 4889-4895 (1997).
-
Caselli A., Giannini L., Solari E., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa A.,
Rizzoli C.: "Zirconium-Butadiene Bonded over a Planar Set of Oxygens Derived
feom Calix[4]arene and Its Behavior as a Source of Zirconium(II)" Organometallics
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-
Giusti M., Solari E., Giannini L., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C.: "Iron-Carbene Bonded to a Planar Tetraoxo Surface Defined by Dimethoxy-p-tert-butylcalx[4]arene
Dianion" Organometallics 16, 5610-5612 (1997).
-
Klose A., Solari E., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "Iron-Carbene
Functionalities Supported by a Macrocyclic Ligand: Iron-Carbon Double Bond
Stabilized by Tetramethyldibenzotetraazaannulene" J. Chem. Soc., Chem.
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Lesueur W., Rogers A.J., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "Role
of o-Methylene-Bridged Bis(aniline) as Spectroscopic Probe for the
Metal Coordination Environment" Inorg. Chem. 37, 44-49
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-
Zanotti-Gerosa A., Solari E., Giannini L., Floriani C., Chiesi-Villa A.,
Rizzoli C.: "Stepwise Reduction of Dinitrogen to Nitride Assisted by Niobium
Bonded to Oxygen Donor Atoms: the Potential of Reduced Forms of Niobium
Calix[4]arene" J. Am. Chem. Soc. 120, 437-438 (1998).
-
Giannini L., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "Ethylene
Rearrangements to M- C, M=C, and Mº
C Functionalities over a Tungsten- Oxo Surface
Illustrated by the W(IV) Calix[4]arene Fragment" J. Am. Chem. Soc.
120, 823-824 (1998).
-
Cellucci L., Ercolani C., Lukes P.J., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "Synthesis,
X-Ray Crystal Structure and Reactivity of Dichloro(phthalocyaninato) niobium(IV)
(New Polymorph) and Trichloro(phthalocyaninato)niobium(V)" J. Porphyrins
Phthalocyanines 2, 9-19 (1998).
-
Donzello M.P., Ercolani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.: "One Step Forward
to "Stapled" Bis(phthalocyanine) Metal Complexes: Synthesis, Characterization,
and Redox Properties of Bis(phthalocyaninato)niobium(IV). X-ray Crystal
Structure of the Monoelectronically Oxidized Species [Pc2Nb](I3)(I2)0.5(ClNP)3.5
(ClNP = 1-Chloronaphtalene)" Inorg. Chem. 37, 1347-1351 (1998).
-
Castellano B., Solari E., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C.: "The Chemistry of Vanadium-Carbon Bond Functionalities over an Oxo-Surface
Defined by the Calix[4]arene Skeleton: the Redox Relationship between Vanadium(III)
and Vanadium(IV) Assisted by Carbon-Oxygen Bond Cleavage" Organometallics
17, 2328-2336 (1998).
-
Zanotti-Gerosa A., Solari E., Giannini L., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa
A., Rizzoli C.: "Titanium-Carbon Functionalities on an Oxo Surface Defined
by the Calix[4]arene Moiety and its Redox Chemistry" Inorg. Chim. Acta
270, 298-311 (1998).
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Solari E., Maltese C., Latronico M., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
C.: "Molybdenum-carbon Functionalities Supported by a Quadridentate Schiff-base:
the Reactivity of trans-Dichloro[N,N'-bis-(salicylidene)-o-phenylenediaminato]molybdenum(IV)"
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Chemistry of the Metal-Bonded Porphyrinogen Tetraanion: A Novel Methodology
for the Metal-Assisted Deuteration, Alkylation, and Functionalization of
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Intra- and Intermolecular Oxidative Coupling of Ni(II)-meso-Octaethyl Mono(pyridine)-Tris(pyrrole)
Complex Leading to C-C Bonds: Pathways to Oligomeric Porphyrinogens" Inorg.
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Chiesi-Villa A., Rizzoli C., Amari G., Delcanale M., Redenti E., Ventura
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Franceschi F., Solari E., Floriani C., Rosi M., Chiesi-Villa A., Rizzoli
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Castellano B., Solari E., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa A., Rizzoli
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Crescenzi R., Solari E., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.:
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Giannini L., Dovesi S., Solari E., Floriani C., Chiesi-Villa A., Rizzoli
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Giannini L., Solari E., Dovesi S., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa A.,
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Giannini L., Guillemot G., Solari E., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa
A., Rizzoli C.: "Olefin Rearrangements Assisted by a Molecular Metal-Oxo
Surface: The Chemistry of Calix[4]arene Tungsten(IV)" J. Am. Chem. Soc.
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Giannini L., Solari E., Floriani C., Re N., Chiesi-Villa A., Rizzoli C.:
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Surface Modeled by Calix[4]arene" Inorg. Chem. 38, 1438-1445
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of 2,3-Dicyano-5,7-diphenyl-6H-1,4-diazepine" Eur. J. Inorg. Chem.
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I. Matijasic, Bocelli G., Rizzoli C., L. Tusek-Bozic: "Synthesis ans Crystal
and Molecular Structure of trans-[PtCl2(8-dqmp)2]
(8-dqmp = diethyl 8-quinolylmethylphosphonate)" CCACAA 72,
531-539 (1999).
M.
Cingi Biagini, M.A. Pellinghelli, M. Lanfranchi, L. Marchiò
Sintesi,
reattività e studio delle proprietà coordinanti di nuovi
derivati aciclici e ciclici della carbono- e tiocarbonoidrazide
Sono stati sintetizzati
e caratterizzati nuovi derivati della carbono- e tiocarbonoidrazide sia
aciclici (funzionalizzati in posizione 1 e 5 con residui glucosidici) che
ciclici quali s-triazoli variamente sostituiti, tiodiazoli, triazine
e sistemi eterociclici fusi al fine di saggiare le loro capacità
N e/o S/O coordinanti verso diversi ioni metallici della
serie di transizione d. Sono stati preparati numerosi complessi di Fe,
Ru, Co, Pd, Pt, Cu, Ag e Zn. Lo studio è stato focalizzato verso
gli aspetti conformazionali e configurazionali dato che alcuni di questi
complessi con centro metallico prochirale o chirale possono presentare
diversa attività antineoplastica e diversa tossicità in funzione
della loro stereoisomeria.
-
Cingi Biagini M., Ferrari M., Lanfranchi M., Marchiò L., Pellinghelli
M.A.: "Chirality in mononuclear square planar complexes" J. Chem. Soc.,
Dalton Trans., 1575-1580 (1999).
M.A.
Pellinghelli, M. Lanfranchi
Sintesi,
reattività e proprietà strutturali di complessi organometallici
dei metalli del 4° e 5° gruppo
Come continuazione della
ricerca sulla reattività di idruri niobocenici sono stati preparati
per trattamento termico di [Nb(h5-C5H4SiMe3)2(H)3]
con HGeR3 e HSnPh3 una serie di complessi germil-
e stannilniobocenici e al fine di determinare in modo univoco la loro stereoisomeria
è stata determinata la struttura dei complessi [Nb(h5-C5H4SiMe3)2(H)2(EPh3)]
(E = Ge, Sn). E? stata altresì studiata la reattività di
idruro-tris(3,5-dimetilpirazol-1-il)borato (Tp*) verso vari metalli quali
Nb, Ti, Zr. Il complesso con il niobio è risultato dall?analisi
ai raggi X chirale.
-
Fandos R., Lanfranchi M., Otero
A., Pellinghelli M.A., Ruiz M.J., Teuben J.H.: "Early-Transition-Metal
Ketenimine Complexes: Synthesis, Reactivity, and Structure of Ketenimine-Containing
Titanocene and Zirconocene Complexes" Organometallics
16, 5283-5288 (1997).
-
Antiñolo A., Carrillo-Hermosilla F., Castel A., Fajardo M., Fernandez-Baeza
J., Lanfranchi M., Otero A., Pellinghelli M.A., Rima G., Satgé J.,
Villaseñor E.: "Synthesis and characterization of the first niobocene
germyl complexes and reactivity of triphenylsilyl-, triphenylgermyl-, and
triphenylstannylniobocene derivatives. X-ray molecular structures of d0
Nb(h5-C5H4SiMe3)2(H)2(EPh3)
(E = Ge, Sn)" Organometallics 17, 1523-1529 (1998).
-
Antiñolo
A., Carrillo-Hermosilla F., Fernandez-Baeza J., Lanfranchi M., Lara-Sanchez
A., Otero A., Palomares E., Pellinghelli M.A., Rodriguez A.M.: "Synthesis
and characterization of new Niobium Hydridotris(3,5-dimethylpyrazol-1-yl)borato
complexes" Organometallics 17, 3015-3019 (1998).
-
Antiñolo
A., Carrillo-Hermosilla F., Corrochano A.E., Fernandez-Baeza J., Lanfranchi
M., Otero A., Pellinghelli M.A.: "Synthesis of new oxy and thiolate [hydro-tris(pyrazol-1-yl)borato]titanium
and zirconium(IV) complexes. Molecular structure of [Ti(HB(3,5-Me2pz)3)Cl3]"
J. Organomet. Chem. 577, 174-180 (1999).
A.
Tiripicchio, G. Predieri, D. Cauzzi, C. Graiff, C. Massera
Cluster
selenurici sostituiti con fosfine
Tra i diversi metodi proposti per la sintesi di cluster selenurici,
è stato approfondito quello che fa uso di selenuri di fosfine sostituite,
che sfrutta la debolezza del legame P=Se per il trasferimento ossidativo
di atomi di selenio. In pochi anni di ricerche, soprattutto sui cluster
di ferro e di rutenio con mono- e difosfine, sono stati raggiunti diversi
obiettivi, quali (i) la conoscenza delle potenzialità e dei limiti
di queste reazioni, (ii) la sintesi selettiva di cluster utili per ulteriori
reazioni di crescita, (ii) l'ottenimento di nuove specie molecolari di
particolare interesse, sia per la loro struttura, sia per il particolare
comportamento flussionale in soluzione.
Riguardo le reazioni di crescita il cluster nido Ru3Se2(CO)7(PPh3)2
reagisce con i frammenti M(CO)3 (M = Mo o W) per dare
i derivati closo [M2Ru2(µ4-Se)2(CO)10(PPh3)2].
Si tratta di specie di notevole interesse strutturale in quanto contengono
6 sep invece di 7 come quasi tutti i derivati della famiglia closo
M4E2. L'analogo cluster nido
con la dppm non reagisce nelle stesse condizioni, evidentemente per motivi
sterici. D'altra parte lo stesso derivato, sottoposto a pirolisi in toluene,
subisce un processo di aumento di nuclearità producendo il cluster.
-
Cauzzi D., Graiff G., Lanfranchi M., Predieri G., Tiripicchio A.: "Synthesis
of diphosphine-substituted selenido carbonyl iron clusters: progressivedeformation
of the Fe3Se2 core in the nido
clusters[Fe3Se2(CO)7{µ-(Ph2P)2R}]
by widening thebite of the bridging ligand" J. Organomet. Chem.
536-537, 497 (1997).
-
Cauzzi D., Graiff G., Massera C., Mori G., Predieri G., Tiripicchio A.:
"Cluster growth reactions with selenido-carbonyl clusters. Synthesis andstructural
characterization of [M2Ru2(µ4-Se)2
(µ-CO)4(CO)6(PPh3)2]
(M = Mo orW)", J. Chem. Soc., Dalton Trans., 321 (1998).
-
Careri M., Graiff G., Mangia A., Manini P., Predieri G.: "Novel approach
to separation and identification of organometalliccompounds in complex
mixtures by means of particle beam liquidchromatography/mass spectrometry:
the case of diphosphine-substitutedselenido iron and ruthenium clusters"
Rapid Commun. Mass Spectr. 12, 225 (1998).
-
Cauzzi D., Graiff C., Lanfranchi M., Predieri G., Tiripicchio A.: "Metal
complexes of P(Ph2)CH2(Ph2)PSe. Crystal structure of [Ni{P(Ph2)CH2(Ph2)PSe}2]Cl2.2EtOH"
Inorg. Chim. Acta 273, 320-325 (1998).
-
Cauzzi D., Graiff G., Predieri G., Tiripicchio A., Vignali C.: "Reaction
ofCH2(Ph2PSe)2
(dppmSe2) with[Ru3(CO)12].
Fluxional behaviour of [Ru3(µ3-Se)2(CO)7(µ-dppm)]
and crystal structures of[Ru4(µ4Se)2(µ-CO)(CO)8(µ-dppm)].MeOH
and [Ru6(µ3-Se)4(CO)12(µ-dppm)2].CH2Cl2"
J.Chem. Soc. Dalton Trans. 237 (1999).
-
Cauzzi D., Graiff G., Predieri G., Tiripicchio A.: "Low-nuclearity iron
andruthenium selenido-carbonyl clusters derived from phosphine and diphosphineselenides"
in P. Braunstein, L. Oro, P. Raithby Eds., Metal Clusters inChemistry,
Wiley-VCH, Weinheim (D), Vol. 1, p. 193 (1999).
-
Cauzzi D., Graiff G., Massera C., Predieri G., Tiripicchio A., D. Acquotti:
"Chelating versus bridging behaviour and NMR fluxionality of dppf in thenido
clusters [M3(µ3-Se)2(CO)7(dppf)][M
= Fe or Ru; dppf = Fe(C5H4PPh2)2].
Crystal structure of the chelated ruthenium derivative" J. Chem. Soc.,
Dalton Trans., 237 (1999).
M.
Belicchi Ferrari, P. Tarasconi, G. Pelosi
Studio
strutturale delle interazioni di aloderivati di Bi e Sb con sistemi p
di paraciclofani
In collaborazione con l'Università di Modena sono stati studiati
sistemi donatore-accettore fra derivati di Bi e Sb con sistemi p
di paraciclofani e dibenzosuberani. Lo studio delle interazioni intramolecolari,
in questi composti, permette di ottenere importanti informazioni circa
gli effetti conformazionali nei fenomeni di trasferimento di carica. Al
fine di separare gli effetti della distorsione degli anelli benzenici dovuti
alle interazioni elettroniche p transanulari
e gli effetti della struttura molecolare dei complessi [che in questo caso
è meno rigida di quelle di ciclofani più piccoli studiati
precedentemente] ci siamo occupati della sintesi e della caratterizzazione
di derivati contenenti [2.2.2.2]paraciclofano con bromuri di Bi(III) ed
Sb(III). Lo studio è stato in seguito sviluppato analizzando le
proprietà dei complessi degli stessi alogenuri con il dibenzosuberano.
-
Belicchi Ferrari M., Cramarossa M.R., Iarossi D., Pelosi G.: "Larger cyclophanes:
Synthesis and structural characterization of [2.2.2.2]paracyclophane compounds
with SbBr3 and BiBr3" Inorg.
Chem. 37, No. 21, 5681-5685 (1998).
CHIMICA
BIOINORGANICA
M.
Belicchi Ferrari, P. Tarasconi, G. Pelosi
Sintesi,
struttura ed attività biologica di complessi con tiosemicarbazoni
L'attività del gruppo è indirizzata a temi inerenti la
chimica bioinorganica ed in particolare alla sintesi, alla caratterizzazione
strutturale ed alla conseguente correlazione fra struttura ed attività
biologica di sistemi chelanti tridentati O,N,S e bidentati N, S appartenenti
alla famiglia dei tiosemicarbazoni sia alifatici che aromatici e dei loro
complessi con metalli di interesse biologico.
Il lavoro è condotto in collaborazione con l'Istituto di Patologia
Speciale Medica della nostra Università ed anche con l'Università
di Vigo (Spagna). Gli studi biologici hanno riguardato il differenziamento
eritroide, la sintesi del DNA e la proliferazione cellulare su cellule
murine eritroleucemiche di Friend ed inibizione dell'accrescimento cellulare
ed induzione di apoptosi su linee cellulari leucemiche umane K562, CEM
e U937. I leganti presi in considerazione comprendono derivati di composti
aromatici fra i quali i tiosemicarbazoni del piridossale, della salicilaldeide,
della p-fluorobenzaldeide, del 5-formiluracile, di sistemi aromatici più
estesi come l'acenaftenechinone e l'isatina e macrociclici porfirinici.
I sistemi alifatici comprendono invece i tiosemicarbazoni dell'acido piruvico
e di aldeidi naturali quali il citrale ed il citronellale. I dati spettroscopici
e strutturali hanno mostrato che l'attività biologica dei composti
sintetizzati è favorita dal carattere aromatico del sistema legante,
dall'intorno del metallo coordinativamente non saturo, e dipende dalla
planarità dell'intero sistema molecola organica ed anelli di chelazione.
-
Rodriguez-Arguelles M.C., Belicchi Ferrari M., Gasparri Fava G., Pelizzi
C., Pelosi G., Albertini R., Bonati A., Dall'Aglio P.P., Lunghi P., Pinelli
S.: "Acenaphthenequinone thiosemicarbazone and its transition metal complexes:
Synthesis, structure, and biological activity" J. Inorg. Biochem., 66,
7-17 (1997).
-
Belicchi Ferrari M., Gasparri Fava G., Pelizzi C., Pelosi G., Tarasconi
P.: "Synthetic, spectroscopic and X-ray crystallographic studies on copper(II)
complexes with pyruvic acid and pyridoxal thiosemicarbazones" Inorg.
Chim. Acta 269, 297-301 (1998).
-
Belicchi Ferrari M., Gasparri Fava G., Leporati E., Pelosi G., Rossi R.,
Tarasconi P., Albertini R., Bonati A., Lunghi P., Pinelli S.: "Synthesis,
characterization and biological activity of three copper(II) complexes
with a modified nitrogenous base: 5-formyluracil thiosemicarbazone. J.
Inorg. Biochem. 70, 145-154 (1998).
-
Rodriguez-Arguelles M.C., Sanchez A., Belicchi Ferrari M., Gasparri Fava
G., Pelizzi C., Pelosi G., Albertini R., Lunghi P., Pinelli S.: "Transition-metal
complexes of isatin-b-thiosemicarbazone. X-ray
crystal structure of two nickel complexes" J. Inorg. Biochem. 73,
7-15 (1999).
-
Cornia M., Capacchi S., Belicchi Ferrari M., Tarasconi P., Albertini R.,
Pinelli S.: "Synthesis and functionalization of chiral superstructured
porphyrins" Tetrahedron: Asymmetry 10, 1599-1616 (1999).
-
Belicchi Ferrari M., Capacchi S., Pelosi G., Reffo G., Tarasconi P., Albertini
R., Pinelli S., Lunghi P.: "Synthesis, structural characterization and
biological activity of helicin thiosemicarbazone monohydrate and a copper(II)
complex of salicylaldehyde thiosemicarbazone" Inorg. Chim. Acta 286,
134-141 (1999).
-
Tarasconi P., Capacchi S., Pelosi G., Cornia M., Albertini R., Bonati A.,
Dall'Aglio P.P., Lunghi P., Pinelli S.: "Synthesis, spectroscopic characterizzation
and biological properties of new natural aldehydes thiosemicarbazones"
Bioinorganic & Medicinal Chemistry 7, 1-6 (1999).
M.
Biagini-Cingi, A.M. Manotti-Lanfredi, F. Ugozzoli
Studio
delle interazioni fra centri metallici e frammenti di acidi nucleici
Per contribuire alla conoscenza delle interazioni fra centri metallici
e frammenti di acidi nucleici, in collaborazione con il Department of Chemistry
dell?Università di Leiden, sono da tempo in corso ricerche su sistemi
metallici con frammenti s-triazolici variamente sostituiti. In particolare,
negli ultimi anni, l?attenzione è stata rivolta alla sintesi, caratterizzazione
spettroscopica e diffrattometrica di complessi del rutenio con purine modificate
(azapurine con frammenti s-triazolici), simili a derivati di rutenio
ad attività anticancerogena. In questi ultimi, dei quali peraltro
non è ancora chiarita la relazione tra struttura e attività,
sembrano giocare un ruolo determinante, ai fini dell?azione antiproliferativa,
le loro reazioni idrolitiche di acquazione. La sintesi e la caratterizzazione
di due monoacqua-tricloro complessi di rutenio(III) con leganti purinici
modificati ci hanno permesso di evidenziare che tali leganti eterociclici
sono in grado di finalizzare le proprietà chimiche e fisiche dei
complessi attraverso un sistema intramolecolare multiplo di legami di idrogeno.
E? stato anche iniziato, per tali tipi di complessi, lo studio NMR delle
loro reazioni con basi modello del DNA come la 9-etilguanina e guanosina,
l?ultima delle quali, con il suo centro chirale, offre un addizionale effetto
nella reazione con composti di rutenio chirali. La natura polienucleante
del frammento s-triazolico ha anche permesso di ottenere complessi polinucleari
con ioni paramagnetici rame(II), per i quali si sono correlati parametri
strutturali e interazioni magnetiche.
-
Velders A.H., Pazderski L., Ugozzoli F., Biagini-Cingi M., Manotti-Lanfredi
A.M., Haasnoot J.G., Reedijk J.: "Synthesis, characterization and crystal
structure of trans-aquatrichlorobis (5,7-dimethyl [
1,2,4] triazolo[
1,5-a]pyrimidine-N3)ruthenium(III)
monohydrate" Inorg. Chim. Acta 273, 259-265 (1998).
-
Velders A.H., Ugozzoli F., Biagini-Cingi M., Manotti-Lanfredi A.M., Haasnoot
J.G., Reedijk J.: "A unique fourfold intramolecular hydrogen bonding stabilizes
the structure of trans-bis(2-amino-5,7-dimethyl[
1,2,4] triazolo[
1,5-a]pyrimidine-N3)aquatrichlororuthenium
(III) monohydrate" Eur. J. Inorg. Chem., 213-215 (1999).
C.
Pelizzi, M. Carcelli, P. Pelagatti, G. Pelizzi, A. Bacchi
Sintesi,
struttura ed attività antimicrobica di composti di organostagno
Il lavoro, svolto in collaborazione con il Dipartimento Farmaceutico
della Facoltà di Farmacia dell?Università di Parma, riguarda
la sintesi e la caratterizzazione spettroscopica e strutturale e lo studio
dell?attività antimicrobica di composti di organostagno(IV) con
opportuni leganti idrazonici. I complessi sono ottenuti facendo reagire
differenti alchil ed aril derivati di stagno con idrazoni della 2-pirrolaldeide,
della 2,5-pirroldialdeide e di isatine sostituite ottenute introducendo
differenti gruppi alchilici come sostituenti all?azoto. La caratterizzazione
mediante tecniche spettroscopiche IR ed 1H e 119Sn-NMR ha evidenziato un
comportamento chelante versatile dell?idrazone nella coordinazione allo
stagno. I leganti e i composti di organostagno sono stati sottoposti a
prove in vitro per studiarne l?attività antibatterica ed
antifungina. I composti cristallini sono stati inoltre caratterizzati mediante
diffrazione ai raggi X per realizzare uno studio di correlazione struttura/attività
(QSAR) nell?ambito della categoria dei composti studiati.
-
Bergamaschi G., Bonardi A., Leporati E., Mazza P., Pelagatti P., Pelizzi
C., Pelizzi G., Rodriguez Arguelles M. C., Zani F.: "Organotin complexes
with pyrrole-2-carboxaldehyde monoacylhydrazones. Synthesis, spectroscopic
properties, antimicrobial activity, and genotoxicity". J. Inorg. Biochem.
68, 295-305 (1997).
-
Bacchi A., Bonardi A., Carcelli M., Mazza P., Pelagatti P., C. Pelizzi
C., Pelizzi G., Solinas C., Zani F. "Organotin complexes with pyrrole-2,5-dicarboxaldehyde
bis(acylhydrazones). Synthesis, structure, antimicrobial activity and genotoxicity"
J. Inorg. Biochem. 69, 101-112 (1998).
G.
Pelizzi, A. Bacchi
Reattività
e caratterizzazione strutturale di diazo-complessi con metalli di
transizione
Il tema di ricerca è svolto in collaborazione con il Dipartimento
di Chimica dell'Università Ca' Foscari di Venezia. La chimica dei
complessi di metalli di transizione con leganti di tipo diazenido, diazene,
idrazina, e altre diazo molecole parzialmente ridotte riveste un
duplice interesse, sia a causa della loro relazione con gli intermedi del
processo naturale di fissazione dell'azoto molecolare, sia a causa della
varietà di proprietà strutturali e di reattività che
questi complessi mostrano. Nel corso della ricerca è stata caratterizzata
strutturalmente, mediante diffrazione ai raggi X su cristallo singolo,
una serie di complessi idrazinici, arildiazenici e arilidiazonici mono-
e binucleari di manganese, di osmio, e di ferro. I risultati sono stati
correlati agli studi sulla reattività di questa classe di composti
e, nel caso dei complessi arildiazonici binucleari di ferro, con il comportamento
ossidoriduttivo del sistema bimetallico in presenza di un legante a ponte
che permette il trasferimento di elettroni tra i due metalli. Sono state
inoltre analizzate le geometrie con cui i diversi gruppi diazo si coordinano
al metallo, in relazione alla natura del legame N-N, M-N, e al grado di
protonazione degli atomi di azoto, in quanto alcuni tra i sistemi caratterizzati
non hanno precedenti analoghi nella letteratura strutturale, e possono
quindi costituire modelli per lo studio del modo di coordinazione a centri
metallici di leganti derivati dal diazoto.
-
Albertin G., Antoniutti S., Bacchi A., Bordignon E., Busatto F., Pelizzi
G.: "Aryldiazene, aryldiazenido, and hydrazine complexes of Manganese.
Preparation, characterization, and X-ray crystal structures of [Mn(CO)3-(4-CH3C6H4H=NH){PPh(OEt)2}2]BF4
and [Mn(CO)3-(NH2NH2){PPh(OEt)2}2]BPh4
derivatives" Inorg. Chem. 36, 1296-1305 (1997).
-
Albertin G., Antoniutti S., Bacchi A., Bordignon E., Dolcetti P. M., Pelizzi
G.: "Preparation of mono- and bis-(hydrazine) complexes of ruthenium(II)"
J. Chem. Soc., Dalton Trans., 4435-4444 (1997).
-
Albertin G., Antoniutti S., Bacchi A., Bergamo M., Bordignon E., Pelizzi
G.: "Mono- and bis(hydrazine) complexes of osmium(II): synthesis, reactions,
and X-ray crystal structure of the [Os(NH2NH2)2{P(OEt)3}4](BPh4)2
derivative" Inorg. Chem. 37, 479-489 (1998).
-
Albertin G., Antoniutti S., Bacchi A., Barbera D., Bordignon E., Pelizzi
G., Ugo P.: "Reactivity of hydrides FeH2(CO)2P2(P=phophites)
with aryldiazonium cations: preparation, characterization, X-ray crystal
structure, and electrochemical studies of mono- and binuclear aryldiazenido
complexes" Inorg. Chem. 37, 5602-5610 (1998).
REATTIVITA?
E CATALISI
C.
Pelizzi, M. Carcelli, P. Pelagatti, G. Pelizzi, A. Bacchi
Catalizzatori
di palladio nell?attivazione di piccole molecole
L?attività di ricerca tratta dello studio della reattività
e delle proprietà catalitiche di composti di coordinazione e metallorganici
(alchil-, alchinil- e acil-palladio) contenenti leganti bi- e tridentati
in processi di attivazione di piccole molecole quali H2, CO
e legami C-H. Gli studi finora compiuti su composti di Pd(II) con derivati
idrazonici contenenti differenti set di atomi donatori, hanno dimostrato
buone proprietà catalitiche nell?idrogenazione chemioselettiva condotta
in fase omogenea di substrati acetilenici; gli studi svolti hanno permesso
di individuare i principali parametri che influenzano la reattività
dei complessi (natura degli atomi donatori, basicità del legante
idrazonico, tipo di controione legato al metallo), e la definizione di
un meccanismo di reazione che prevede l?attivazione eterolitica dell?idrogeno
molecolare.
Alchil-complessi di Pd(II) sono stati impiegati per lo studio dell?inserimento
del CO nel game Pd-C, con particolare attenzione all?influenza esercitata
dal tipo di legante e dalla coordinazione da esso adottata nei confronti
del centro metallico, sulla velocità di inserimento e sulla stabilità
degli acil-complessi isolati.
Complessi tridentati contenenti un set di atomi donatori NNO
sono stati studiati come catalizzatori per la polimerizzazione omogenea
di substrati acetilenici terminali, valutando l?influenza degli effetti
sterici del legante e del controione legato al metallo sul peso molecolare
del polimero finale.
-
Bacchi A., Carcelli M., Costa M., Leporati A., Leporati E., Pelagatti P.,
Pelizzi C., Pelizzi G.: "Palladium(II) complexes containing a P, N chelating
ligand. Part II. Synthesis and characterisation of complexes with different
hydrazinic ligands. Catalytic activity in the hydrogenation of double and
triple C-C bonds" J. Organomet. Chem. 535, 107-120 (1997).
-
Pelagatti P., Venturini A., Leporati A., Carcelli M., Costa M., Bacchi
A., Pelizzi G., Pelizzi C.: "Chemoselective homogeneous hydrogenation of
phenylacetylene using thiosemicarbazone and thiobenzoylhydrazone palladium(II)
complexes as catalysts" J. Chem. Soc., Dalton Trans., 2715-2721
(1998).
-
Pelagatti P., Bacchi A., Carcelli M., Costa M., Fochi A., Ghidini P., Leporati
E., Masi M., Pelizzi C., Pelizzi G.: "Palladium(II) complexes containing
a P,N chelating ligand. Part III. Influence of the basicity of tridentate
hydrazonic ligands on the hydrogenating activity of unsaturated C-C bonds"
J. Organomet. Chem. 583, 94-105 (1999).
S.
Ianelli, M. Nardelli
Studi
strutturali di catalizzatori a base di rutenio in processi di idrogenazione
In collaborazione col Dipartimento di Chimica Organica dell?Università
di Firenze sono stati eseguiti studi strutturali su carbonilcarbossilati
di rutenio con fosfine sostituite. Scopo della ricerca è stabilire
relazioni fra struttura e attività catalitica di tali complessi
in processi di idrogenazione in fase omogenea. In particolare sono stati
sintetizzati e caratterizzati mediante metodi diffrattometrici complessi
di carbonilrutenio con arilfosfine e fosfine funzionalizzate e saggiata
la loro attività catalitica in processi di riduzione di alcheni
e di gruppi carbossilici.
-
Frediani P., Foggi C., Papaleo S., Salvini A., Bianchi M., Piacenti F.,
Ianelli S., Nardelli M.: "Behaviour of triphenylphosphine- sustituted ruthenium
carbonil carboxilates with hydrogen" Journal of Organom. Chem. 536-537,
123-138 (1997).
-
Bianchi M., Frediani P., Salvini A., Rosi L., Pistolesi L., Piacenti F.,
Ianelli S., Nardelli M.: "Synthesis, Characterization and Behaviour of
Hydridoruthenium Carbonyl Clusters Substituted with Functionalized Phosphines
in the Presence of Hydrogen 1. H4Ru4(CO)8[PCH2OCOR)3]4
(R=CH3-, C2H5-, (CH3)2CH-,
(CH3)3C-, (S)- C2H5CH(CH3)-)"
Organometallics 16, 482-489 (1997).
A.
Tiripicchio, G. Predieri, D. Cauzzi, C. Graiff
Materiali
ibridi inorganici-organici di interesse catalitico
L?attività di ricerca in questo campo si è sviluppata
in due direzioni: (i) produzione e uso in catalisi di nuovi xerogels a
matrice silicea, funzionalizzati con gruppi tioureici per all?ancoraggio
di specie metalliche; (ii) sintesi e caratterizzazione di complessi molecolari
come modelli delle specie metalliche ancorate.
Nella prima fase di queste indagini è stata preparata una matrice
silicea funzionalizzata, per idrolisi e co-condensazione della tiourea
silossanizzata (EtO)3Si(CH2)3NHC(S)NHPh
con Si(OEt)4, quale agente reticolante. Lo xerogel così
ottenuto è in grado di fissare palladio(II) e specie metallo-carboniliche
mediante interazioni coordinative. Nel caso del palladio, il trattamento
con idrogeno produce particelle metalliche disperse di dimensioni comprese
fra 10 e 20 nm attive nell?idrogenazione selettiva degli alchini ad alcheni
a temperatura ambiente e pressione atmosferica.
Successivamente la stessa matrice silicea è stata utilizzata
per ancorare specie di rodio a partire da [{Rh(COD)Cl}2];
i materiali così ottenuti sono stati utilizzati con successo come
catalizzatori per l'idroformilazione dello stirene. Si è inoltre
osservato che alcuni catalizzatori manifestano variazioni di regioselettività
dopo cicli consecutivi di idroformilazione. Dati XPS ed EDX suggeriscono
che si abbia un leaching superficiale di atomi di rodio in modo
tale che il processo avvenga più all'interno della matrice dove
il diverso intorno può essere responsabile delle variazioni osservate.
-
Cauzzi D., Costa M., Gonsalvi L., Pellinghelli M.A., Predieri G., Tiripicchio
A., Zanoni R.: "Anchoring rhodium(I) on thiourea-functionalizedsilica xerogels
and silsesquioxanes. Part II. Matrix effects on the selectivity in the
hydroformylation of styrene" J. Organomet. Chem. 541, 377
(1997).
-
Cavatorta F., Cauzzi D.A., Predieri G.: "SANS experiments in organicallymodified
silica xerogels" Physica B 234-236 396 (1997).
-
Cauzzi D., Cavatorta F., Graiff G., Predieri G., Tiripicchio A.,
Zannoni E.: "Preparation of gold nanoclusters entrapped in silica xerogels",
in Syntheses and Methodologies in Inorganic Chemistry, New compounds
andmaterials, Vol. 8, S. Daolio et al. Editors, Bressanone, p. 236
(1998).
-
Cauzzi D., Cavatorta F., Graiff G., Predieri G., Comotti A., Simonutti
R., Sozzani P.: "Characterization by SANS and 29Si
and 13C MAS NMR of inorganic-organic hybrid materials
obtained by the sol-gelprocess", Syntheses and Methodologies in Inorganic
Chemistry, New compounds andmaterials, Vol. 8, S. Daolio et al. Editors,
Bressanone, p. 208 (1998).
STRUTTURA
E ATTIVITA? FARMACOBIOLOGICA
G.
Pelizzi, A. Bacchi
Studi
di correlazione struttura-attività per composti di interesse farmaceutico
Nell'ambito di collaborazioni con diverse industrie farmaceutiche, sono
state determinate le strutture cristalline di vari composti, allo scopo
sia di affiancare gli studi per lo sviluppo di nuovi prodotti, sia di completare
la caratterizzazione per prodotti già noti. In particolare è
proseguito lo studio di tipo QSAR sulle rifamicine, una classe di molecole
con importante attività antibiotica. E' stata determinata, mediante
diffrattometria a raggi X su cristallo singolo, la struttura cristallina
della rifamicina O. E' stata inoltre effettuata un'analisi chemiometrica
sui descrittori conformazionali di tutte le rifamicine strutturalmente
note per individuare i parametri geometrici responsabili dell'attività
antibiotica. I risultati sono stati affiancati da calcoli di meccanica
molecolare e di dinamica molecolare volti a chiarire un possibile meccanismo
di riarrangiamento conformazionale delle molecole al variare della polarità
dell'intorno. Lo studio ha mostrato che la molecola di rifamicina può
assumere due conformazioni con differenti caratteristiche di idrofilia.
In assenza di ingombri sterici le due conformazioni sono convertibili l'una
nell'altra. La conformazione idrofila soddisfa i requisiti per l'attività
antibiotica, al contrario della conformazione lipofila. Sulla base di questi
dati è stato possibile indurre la cristallizzazione da solventi
a bassa polarità di due polimorfi della rifamicina S, caratterizzati
mediante diffrazione ai raggi X, che presentano una conformazione lipofila,
fino ad ora mai osservata o proposta per le rifamicine attive.
-
Redenti E., Zanol M., Amari G., Ventura P., Fronza G., Bacchi A., Pelizzi
G.: "Structural characterization and solution rotational isomerism of delapril
hydrochloride, a dipeptide angiotensin-converting enzyme inhibitor",
Il Farmaco 53, 214-223 (1998).
-
Bacchi A., Pelizzi G., Nebuloni M., Ferrari P.: "Comprehensive study on
structure-activity relationships of rifamycins: discussion of molecular
and crystal structure and spectroscopic and thermochemical properties of
rifamycin O", Journ. of Medic. Chem. 41, 2319-2332 (1998).
-
Bacchi A., Pelizzi G., Ferrari P., Nebuloni M., "Synergy among X-ray crystallography,
molecular modeling, thermal analysis, spectroscopic and chemometric methods
in the study of rifamycins activity and polymorphism", Europ. J. Pharm.
Sciences, Vol. 6/Supplement 1 (1998).
-
Bacchi A., Pelizzi G., "Conformational variety for the ansa-chain of rifamycins:
comparison of observed crystal structures and molecular dynamics simulations",
Journ. of Comp.-Aided Mol. Des. 13, 385-396 (1999).
P.
Domiano, P. Cozzini
Studi
strutturali e conformazionali di molecole organiche aventi attività
farmaceutica e biologica
Sono state studiate conformazioni di minima energia della tioperamide
e la struttura cristallina di un suo analogo, non essendosi potuti ottenere
cristalli della stessa. I dati strutturali sono stati confrontati con i
calcoli di meccanica molecolare e risultati affidabili (in collaborazione
con il Dipartimento di Farmacia dell?Università di Parma). Proseguono
con l?Istituto di Chimica farmaceutica dell?Università di Pisa i
lavori su composti aventi attività farmacologica (antiinfiammatori,
adrenergici) con caratterizzazione sia strutturale e conformazionale che
farmacologica. Alcune strutture sono ancora in fase di pubblicazione, essendo
coperte da brevetto.
-
Cozzini P., Domiano P., Mor M., Bordi F., Plazzi P.V.: "H3-Receptor antagonists:
Conformational analysis of tioperamide and x-ray crystal structure of the
analog N-cyclohexyl-4-methylpiperidine-1-carbothiamide" Il Farmaco
52 (6-7), 399-404 (1997).
METODOLOGIE
CRISTALLOGRAFICHE E SVILUPPO SOFTWARE
G.
Calestani, D. Belletti
Sviluppo
di metodologie sperimentali e strategie applicative per la risoluzione
strutturale con dati di diffrazione elettronica
Il lavoro, portato avanti in collaborazione con l?Istituto LAMEL-CNR
di Bologna, affronta diversi aspetti della diffrazione elettronica, che
vanno dalla messa a punto di metodologie sperimentali allo sviluppo di
strategie applicative per la risoluzione strutturale. In campo sperimentale
ci si occupa della messa a punto delle condizioni operative di raccolta
dati mediante l?uso di una camera CCD slow scan su un microscopio elettronico
a trasmissione Philips CM30, nonché dello sviluppo di strategie
di indicizzazione tridimensionale automatica di pattern di diffrazione
bidimensionali e della messa a punto di programmi per il processo di data
reduction e per il trattamento del merging di dati di elettroni raccolti
su lastre e cristalli diversi. Questo aspetto della ricerca è stata
finalizzato nello sviluppo di un pacchetto software applicativo per il
trattamento quantitativo dei dati (QED v1.0). Vengono inoltre sviluppate
e sperimentate nuove strategie applicative nell'utilizzo dei metodi diretti
e della microscopia elettronica ad alta risoluzione (HREM) nella risoluzione
strutturale con dati di diffrazione elettronica, nonché l'accoppiamento
sinergico con tecniche di diffrazione di polveri di raggi X e di neutroni
per l'affinamento strutturale.
-
Migliori A., Gemmi M., Calestani G., Belletti D., Matacotta F.C., Dionigi
C., Nozar P. "Structure determination by electron diffraction and HREM
of the incommensurate modulated phase BaxCuO2 (0.67£
x£ 0.70)" Physica C 328,
89 (1999).
M.
Nardelli
Sviluppo
di programmi di calcolo cristallografico strutturale
Sono stati messi a punto programmi di calcolo cristallografico strutturale
per il controllo delle geometrie molecolari, per la scelta del gruppo spaziale
e per lo studio delle interazioni medie e deboli di legami di idrogeno.
I vari programmi di calcolo sono a disposizione dei ricercatori nelle pagine
web del Dipartimento, all'indirizzo:
http://www.ipruniv/~nardelli/software.html
-
Nardelli M.: "Modeling hydroxyl and water H atoms" J. Appl. Cryst.
32, 563-571 (1999).
P.
Cozzini, R. Borromei
Web
library di C-glicosilporfirine
In collaborazione col Dipartimento di Chimica Organica e Industriale
della nostra Università, è stato messo a punto un sistema
di gestione di banche dati di C-glicosilporfirine che raccoglie i dati
testuali, spettroscopici (UV, CD, NMR), strutturali e di simulazione computazionale.
Il data base, costruito con tecnologie client-server, SQL server, e JAVA
applets, è disponibile in rete all?indirizzo
http://www.chim.unipr.it/porfi/porfi.html
ed utilizzabile da un qualunque client dotato di un browser Web. L?intero
sistema è applicabile a qualunque classe di composti chimici ed
estensibile ad altri tipi di dati sperimentali o calcolati.
MATERIALI
C.
Pelizzi, G. Predieri
Materiali
polimerici di interesse ottico ed elettrico
Il lavoro di ricerca riguarda la preparazione di materiali polimerici
della classe delle poliazine e dei poliazometini ottenuti dalla reazione
di policondensazione tra dialdeidi eterocicliche (in particolare del tiofene)
e idrazina o diammine aromatiche. Lo scopo del lavoro è lo studio
di questi polimeri per il loro utilizzo nel campo dei materiali di interesse
ottico e come potenziali sistemi conduttori, se opportunamente drogati.
Vengono affrontate la metodologia di sintesi, la caratterizzazione strutturale
e l'acquisizione di opportune proprietà chimico fisiche attraverso
l'introduzione di gruppi funzionali, di catene laterali flessibili, in
grado di fornire al materiale una più alta molecolarità ed
una maggiore solubilità. Lo studio delle proprietà specifiche
viene compiuto in soluzione e su film. Il lavoro prevede anche l?inserimento
del polimero in matrice vetrosa mediante la tecnica sol-gel.
-
Battistini P., Carcelli M., Dalcanale E., Pelizzi C., Pelizzi G., Righini
L.: "Nickel(II) complexes of 2,6-disubstituted pyridine bishydrazones as
potential metallomesogens. suppression of the mesogenic properties induced
by dimerization" Mol. Cryst. Liq. Cryst. 309, 167-188 (1998).
-
Cavalli E., Pelizzi C., Pasini M., Predieri G., Destri S., Porzio W.: "Chromic
phenomena in polyazines and polyazomethinescontaining the thiophene unit"
Syntheses and Methodologies in Inorganic Chemistry, New compounds and
materials, Vol. 8, S. Daolio et al. Editors, Bressanone, p. 68 (1998).
-
Destri S., Pasini M., Pelizzi C., Porzio, W., Predieri G., Vignali C.:
"Synthesis and characterization of conjugated polyazines and polyazomethines
containing the thienylene moiety and flexible hydrocarbon side chains"
Macromolecules 32, 353-360 (1999).
-
Bacchi A., Carcelli M., Fracescangeli O., Neve F., Pelagatti P., Pelizzi
C. "Correlated columnar phases: aroylhydrazinato nickel(II) complexes novel
discotics" Inorg. Chem. Commun. 2, 255-257 (1999).
F.
Bigoli, M.A. Pellinghelli
Preparazione
e caratterizzazione di cristalli molecolari a trasferimento di carica,
semiconduttori molecolari e di derivati di ditioleni di nichel
Sono stati sintetizzati e caratterizzati: a) cristalli molecolari
a trasferimento di carica (CT) derivanti dalla interazione fra molecole
eterocicliche contenenti N,S e/o Se e I2 (oppure Br2,ICl),
che sono tra l?altro preziosi intermedi in molte reazioni, quale quella
di attivazione di metalli; b) semiconduttori molecolari ottenuti
da derivati dell?imidazolina-2-selone con TCNQ; c) derivati della
sostituzione di S endociclici nei ditioleni di nichel al fine di studiare
l?effetto sulle principali proprietà di questa classe di composti
( forte assorbimento nel vicino infrarosso e conducibilità elettrica
).
-
Bigoli F., Deplano P., Devillanova F.A., Ferraro J.R., Lippolis V., Lukes
P.J., Mercuri M.L., Pellinghelli M.A., Trogu E.F., Williams J.M.: "Sintheses,
X-ray crystal structures, and spectroscopic properties of nickel dithiolenes
and related compounds" Inorg. Chem. 36, 1218-1226 (1997).
-
Bigoli F., Deplano P., Devillanova F.A., Girlando A., Lippolis V., Mercuri
M.L., Pelagatti A., Pellinghelli M.A., Trogu E.F.: "A new class of electron
donors based on imidazoline-2-selone" Synthetic Metals 86,
1853-1854 (1997).
-
Bigoli F., Deplano P., Devillanova F.A., Lippolis V., Mercuri M.L., Pellinghelli
M.A., Trogu E.F.: "Synthesis, X-ray and spectroscopic characterization
of [SnI2(mbit)2](I3)2.2/3I2
obtained through the one-step reaction of mbit.2I2 with tin
metal powder ( mbit = 1,1?-bis(3-methyl-4-imidazoline-2-thione)methane)"
Inorg. Chim. Acta 267, 115-121 (1998).
-
Bigoli F., Deplano P., Devillanova F.A., Girlando A., Lippolis V., Mercuri
M.L., Pellinghelli M.A., Trogu E.F.: "New semiconductors obtained by reaction
of 4-imidazoline-2-selone derivatives with TCNQ. Characterization and X-ray
structure of (C9H12N4Se)2+(TCNQ)32-"
J. Mater. Chem. 8(5), 1145-1150 (1998).
-
Bigoli F., Deplano P., Devillanova F.A., Lippolis V., Mercuri M.L., Pellinghelli
M.A., Trogu E.F.: "A spectro and conductometric study of the reaction of
imidazoline-2-selone derivatives with bromine. Crystal structure of 1,2-bis(3-methyl-4-imidazolin-2-yliumdibromoselenanide)ethane"
Eur. J. Inorg. Chem., 137-141 (1998).
-
Bigoli F., Deplano P., Mercuri M.L., Pellinghelli M.A., Pintus G., Trogu
E.F., Zonnedda G., Wang H.H., Williams J.M.: "Novel oxidation and reduction
products oh the neutral nickel-dithiolene [Ni(Pr2itimdt)2]
(Pr2itimdt is the monoanion of 1,3-diisopropylimidazolidine-2,4,5-trithione)"
Inorg. Chim. Acta 273, 175-183 (1998).
-
Bigoli F., Deplano P., Mercuri M.L., Pellinghelli M.A., Pintus G., Serpe
A., Trogu E.F.: "A powerful new oxidation agent towards metallic gold powder:
N,N?-dimethylperhydrodiazepine-2,3-dithione(D)bis(diiodine). Synthesis
and X-ray structure of [AuDI2]I3" Chem. Commun.
2351-2352 (1998).
-
Bigoli F., Deplano P., Marcis S., Mercuri M.L., Onnis R., Orru G., Pellinghelli
M.A., Trogu E.F.:"Synthesis, crystal and molecular structures of the novel
compounds 4,7-dithio-5,6-diselenocino-[1,2b:3,4b?]-diimidazolyl-1,3,8,10-tetrabutyl-2,9-dithione
and -2,9-diselone" Phosphorus Sulphur and Silicon 136,137 &
138, 659-662 (1998).
-
Bigoli F., Deplano P., Ienco A., Mealli C., Mercuri M.L., Pellinghelli
M.A., Pintus G., Saba G., Trogu E.F.: "Structure and bonding of diiodine
adducts of the sulfur-rich donors 1,3-dithiacycloexane-2-thione (ptc) and
4,5-ethylenedithio-1,3-dithiole-2-thione (ttb)" Inorg. Chem.
38, 4626-4636 (1999).
-
Bigoli F., Deplano P., Mercuri M.L., Pellinghelli M.A., Pintus G., Trogu
E.F.: "Unusual desulfurization of a nickel dithiolene by bis(2-diphenylphosphinophenyl)phenylphosphine
(tp) to produce Ni(tp)(R4btimdt) [R4btimdt = 5,5'-bis(1,3-dialkyl-4-imidazolidine-2-thione-4-thiolate],
the first complex of this class of ligands" Chem. Commun., 2093-2094
(1999).
A.
Tiripicchio, G. Predieri, D. Cauzzi
Preparazione
di nanoparticelle metalliche via decomposizione di cluster carbonilici
Un promettente sviluppo applicativo dei clusters carbonilici mono- e
bimetallici può essere quello della produzione polveri ultrafini
di leghe mono- e bimetalliche. Il cluster HFeCo3(CO)12
per trattamento termico graduale si decompone manifestando diverse trasformazioni
magnetiche fino ad arrivare (900°C) ad una lega massiva della stessa
composizione metallica di partenza. Studi TEM, su campioni trattati a temperature
intermedie, hanno evidenziato la presenza di cristalliti mono- e bimetallici
di dimensioni nanometriche.
Riguardo le applicazioni in catalisi (in collaborazione con il Prof.
P. Moggi del Dipartimento di Chimica Organica e Industriale), gli studi
in questo settore si sono sviluppati in diverse direzioni, quali la produzione
di catalizzatori a base di rutenio per la sintesi dell'ammoniaca, per il
processo Fischer-Tropsch (FT) e per l'idrogenazione di alcheni. Nel primo
caso è stata definitivamente accertata la superiorità dei
catalizzatori derivati da cluster rispetto a quelli derivati da cloruri:
l'attività risulta fino a cinque volte superiore e le immagini TEM
mostrano inequivocabilmente la migliore dispersione del metallo nel caso
dell'utilizzo del trirutenio dodecacarbonile. Nel caso dei catalizzatori
FT la combinazione cluster di rutenio con supporti preparati via sol-gel
ha dato risultati molto incoraggianti, combinando i pregi derivanti dall'utilizzare
un cluster carbonilico come precursore di particelle (controllo sulle dimensioni,
assenza di alogeni) e quelli del processo sol-gel (controllo sulla omogeneità
e sulla dispersione).
-
Castiglioni M., Deabate S., Garrone E., Giordano R., Onida B., Predieri
G., Sappa E.: "Metal carbonyl clusters as precursors of heterogeneous catalysts:hydrogenation
and disproportionation of monoenes, dienes and arenes in thepresence of
H2Ru4(CO)13,
H2FeRu3(CO)13,
HRuCo3(CO)12 supported andactivated
on chromosorb. Characterization of the metal particles derivedfrom H2Ru4(CO)13
by means of IR spectroscopy and TEM microscopy" J. Cluster Sci.
8, 381 (1997).
-
Di Silvestri F., Moggi P., Predieri G.: "Preparation of ruthenium based
catalysts ultradispersed in a silica matrix" in B. Delmon et al Eds., Preparation
of Catalysts VII, (Stud. Surf. Sci. Catal. Vol. 118), Elsevier, Amsterdam
(NL), p. 219 (1998).
-
Moggi P., Predieri G., Di Silvestri F., Ferretti A.: "Ru/SiO2catalysts
prepared by the sol-gel method from Ru3(CO)12",
Appl. Catal. A 182, 257 (1999).
G.
Calestani, G. Bocelli
Preparazione
e caratterizzazione di materiali di interesse elettrico, elettronico e
magnetico
La ricerca è effettuata in collaborazione con diversi enti ed
istituti di ricerca in Italia ed all?estero. Vengono affrontate tutta una
serie di tematiche che abbracciano un ampio spettro di materiali e problematiche
che vanno dalla sintesi, alla preparazione dei materiali attraverso diverse
tecniche, alla caratterizzazione chimico fisica e strutturale. Quest'ultima
è affrontata con tecniche di diffrazione di raggi X (polveri e cristallo
singolo, sia con sorgenti convenzionali che luce di sincrotrone), neutronica
ed elettronica, nonché di microscopia elettronica ad alta risoluzione
(HREM). Le tematiche possono essere suddivise in alcune principali linee
di ricerca:
a) superconduttori ad alta temperatura critica. La ricerca in
questo campo è piuttosto articolata ed abbraccia aspetti preparativi,
tecnologici e fondamentali sia su sistemi superconduttori che su sistemi
strettamente correlati. Nel campo tecnologico-preparativo particolare attenzione
è dedicata all'ottimizzazione delle proprietà di trasporto
di corrente attraverso processi di densificazione che sfruttano sia tecniche
di pressatura a caldo che metodologie di fusione parziale. Sempre di interesse
tecnologico è lo studio della formazione di ossicarbonati superconduttori
ottenibili solo attraverso tecniche di deposizione laser su substrati a
struttura perovskitica. La ricerca di tipo più fondamentale è
invece incentrata sull'influenza dell'ordine dell'ossigeno nella struttura
cristallina sulle proprietà superconduttive in YBCO, un sistema
che, per quando considerato ormai assodato ed utilizzato nelle applicazioni,
presenta ancora aspetti fondamentali non del tutto chiariti e di estremo
interesse nella comprensione del fenomeno superconduttivo.
b) manganiti a struttura perovskitica con effetto di magnetoresistenza
colossale: La famiglia di ossidi misti di composizione A?1-xAxMnO3
con A?= La3+, Pr3+, Nd3+,Y3+,Sm3+,
Gd3+ e A = Ca2+, Ba2+, Sr2+,
Pb2+ con struttura perovskitica presenta una ricchissima tipologia
di ordinamenti di spin (ferromagnetico, antiferromagnetico, spin canting,
spin glass) ed un effetto magnetoresistivo definito colossale che rende
queste perovskiti interessanti per la progettazione di lettori di memorie
magnetiche e per la creazione di sensori per campi magnetici. Il comportamento
magnetico è legato allo stato di valenza mista Mn3+/Mn4+
(indotto dal rapporto A3+/A2+e dalla stechiometria
in ossigeno) ed alla presenza di ordine di carica Mn3+/Mn4+
accompagnato da ordine orbitalico. La ricerca effettuata tende al miglioramento
delle proprietà di questi materiali attraverso lo studio delle relazioni
fra stechiometria e condizioni di sintesi con l?insorgenza dell?ordine
di carica, la struttura e le proprietà magnetiche e magnetoresistive.
c) film sottili di materiale ferroelettrico L'attività
di ricerca viene effettuata nell'ambito del progetto europeo "Action on
Ferroeletric Ceramic Thin Films COST 514" a cui partecipa il CSSD-CNR che
opera presso il dipartimento. Obiettivo del progetto è la preparazione
di sensori tecnologicamente avanzati nel campo optoelettronico basati su
films sottili di PZT (zircono-titanato di piombo) e suoi derivati (in particolare
quello contenente La, PLZT), preparati principalmente attraverso tecniche
di ablazione laser pulsata. Vengono effettuate indagini sistematiche sull'influenza
delle condizioni sperimentali di deposizione (composizione del target,
substrati, condizioni operative) sulle caratteristiche strutturali, microstrutturali
e tecnologiche dei films prodotti.
d) materiali per laser, Sono allo studio in particolare soluzioni
solide di aluminoborati di terre rare di tipo REAl3(BO3)3
con RE = Y, Nd e Gd, appartenenti alla famiglia dei borati polifunzionali
di formula generale REM3(BO3)3, di notevole
importanza nel campo della luce laser quali candidati nella fabbricazione
di dispositivi. Il lavoro è svolto (nell'ambito di un progetto INTAS)
in collaborazione con l?Università di Mosca (Russia) che cura in
particolare l'aspetto della crescita di monocristalli di questi materiali.
Lo scopo del lavoro è lo studio delle variazioni strutturali nel
diagramma di fase del sistema e delle loro correlazioni con la variazione
delle proprietà ottiche.
e) conduttori ionici veloci; vengono studiati composti di potenziale
interesse quali membrane permeabili all'ossigeno, in particolare le soluzioni
solide Bi2O3-PbO. Questo sistema è particolarmente
interessante in quanto presenta, in funzione della composizione e della
temperatura, una serie di fasi cristalline caratterizzate da elevata mobilità
dell'ossigeno anche a temperature relativamente ridotte. Il lavoro è
incentrato sulla definizione del diagramma di fase, che presenta ancora
aspetti non del tutto chiarificati, e sullo studio delle relazioni fra
struttura cristallina e conducibilità ionica.
-
Matacotta F.C., Calestani G., Migliori A., Nozar P., Scardi P., Greco O.,
Ricci P., Thomas A., Thomas K.A.: "From carbonate-cuprates to cuprate-carbonates:
the structural equivalence of CO3 and CuOx groups,
in the Ba-Cu-C-O system "J. Solid State Chem. 129, 165 (1997).
-
Tzankova D., Calestani G. "In-air preparation of optimally doped YBCO",
Nuovo Cimento, 19D, 1069 (1997).
-
Calestani G., Migliori A., Manca P., Sirigu P.: "Influence of OIII ordering
on Tc in YBCO" Nuovo Cimento, 19D, 1075 (1997).
-
Marchetta M., Dimesso L., Migliori A., Masini R., Calestani G.: "Jc
enhancement by partial melting in BSCCO 2223 ceramics", Nuovo
Cimento, 19D, 1123 (1997).
-
Manca P., Sirigu P., Calestani G., Migliori A.: "Structure related superconducting
properties in oxygen-chain-equalized and order stabilized pairs of 123
copper oxides", Nuovo Cimento, 19D, 1009 (1997).
-
Dimesso L., Marchetta M., Calestani G., Migliori A., Masini R.: "Preparation
of the Nd-123 phase in air with Tc as high as 95K", Supercond. Sci.
Technol. 10, 347 (1997).
-
Spreitzer U., Hauser S., Fuchs M., Calestani G., Migliori A., Barowski
H., Schauer T., Varlashkin A., Reschauer N., Mayerhoefer T., Renk K.R.:
"Preparation of Ba-Ca-Cu oxycarbonate superconducting thin films by pulsed
laser deposition" Inst. Phys. Conf. Ser. 158, 193 (1997).
-
Thomas K.A., Calestani G., Matacotta F.C., Bocelli G., K.V. Ramanujachary,
M. Greeblatt "New Cu(III) oxychlorides in the Ba-Cu-M-O-Cl (M=Li, Na) system"
J. Solid State Chem 129, 360 (1997).
-
Díaz S., Sánchez J.L., Leccabue F., Watts B.E., Bocelli G.,
"Magnetic and structural characterization of PbFe12-xCrxO19
(1£ x£
6) hexaferrites powders obtained by coprecipitation method", J. de Physique
IV 7, C1, 331 (1997).
-
Gjoka M., Kalogirou O., Psycharis V., Niarchos D., Leccabue F., Watts B.E.,
Bocelli G.: "Synthesis of melt-spun rare hearth transition metal intermetallics
with Nd3(Fe,Ti)29 structure" J. Appl. Phys. 81,
5130 (1997).
-
Kumar F.K., Moorthy S.G., Subramanian C., Bocelli G.: "Growth and characterization
of KTiOPO4 from modified flux" Mat. Sci., Engin. B49,
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Albertini F., Pareti L., Deriu A., Negri D., Calestani G., Moze O., Kennedy
S.J., Sonntag R. "A magnetic and structural study of Mn, Co and Ni substituted
Fe3Ge2 hexagonal germanides", J. Appl. Phys.
(1998)
-
Tampieri A., Calestani G., Celotti G., Micheletti C., Rinaldi D.: "Preparation
of Hg-1201 superconductor by hot isostatic pressing", Physica C
298, 10 (1998).
-
Tampieri A., Calestani G., Celotti G., Masini R., Lesca S.: "Multi-step
process to prepare bulk BSCCO (2223) superconductor with improvd transport
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Balakumar S., Moorthy S.G., Bocelli G., Subramanian C., "Growth of lead
calcium titanate single crystals and their characterization", Ferrolectrics
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Srinivasan K., Ramasamy P., Cantoni A., Bocelli G.: "Mixed crystals of
NH4H2PO4-KH2PO4:
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Moorthy S.G., Kumar F.J., Subramanian C., Bocelli G., Ramasamy P.: "Structure
refinement of non linear optical material K0.97Ti0.97Nb0.03OPO4"
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Calestani G., Migliori A., Spreitzer U., Hauser S., Fuchs M., Barowski
H., Schauer T., Assmann W., Range K.-J., Varlashkin A., Waldmann O., Müller
P., Renk K.F. "Ba-Ca-Cu oxycarbonate thin films, prepared by pulsed laser
deposition: structure, growth mechanism and superconducting properties",
Physica C 312, 225 (1999).
-
Santarosa M., Righi L., Gemmi M., Speghini A., Migliori A., Calestani G.,
M.Bettinelli: "Structural properties and thermal stability of Bi8Pb5O17
fast ion conducting phases" J. Solid State Chem. 144,
255 (1999).
-
Calestani G., Manca P., Sanna S., Migliori A.: "T-O, OII-OIII and
OIII-OI phase boundary in oxygen-chain-equalised and order stabilised polycrystalline
pairs samples of YBa2Cu3O6+x" Int.
J. Modern Phys. B. 13, 1073 (1999).
-
Koropulina E.V., Leonyuk N.I., Barilo S.N., Kurnevich L.A., Bychkov G.L.,
Mokhov A.V., Bocelli G., Righi L.: "Flux growth, composition, structural
and thermal characteristics of (RxY1-x)Al3(BO3)4
(R = Nd, Gd; x = 1, 0.6, 0.65, 0.7 and 0.75) crystals" J. Cryst. Growth
198/199, 460-465 (1999).
-
Gjoka M., Kalogirou O., Psycharis V., Niarkos D., Leccabue F., Watts B.E.,
Bocelli G.: "Synthesis of melt-spun rare-earth transition-metal intermetallics
with Nd3(Fe,Ti)29-type structure" Alloys and Compounds
290, 1 (1999).
G.
Calestani
Sviluppo
di nuovi materiali di interesse ambientale
La ricerca, effettuata in collaborazione con l?Istituto ISM-CNR di Bologna,
ha portato alla messa a punto di nuovi materiali per l?assorbimento selettivo
di ossidi di azoto e per la combustione catalitica di composti organici
volatili (VOC) dai fumi di combustione. Viste le enormi potenzialità
applicative di questi materiali, i risultati della ricerca sono stati coperti
da due domande di brevetto a titolarità congiunta CNR-Università
di Parma, di cui una estesa a livello internazionale tramite PCT.
-
Matacotta F.C., Calestani G., Nozar P., Dionigi C.: "Processo per l'assorbimento
di ossidi di azoto da fumi di combustione", domanda di brevetto italiano
BO98A 000593, registrazione internazionale PCT/EP99/07898
-
Matacotta F.C., Calestani G., Nozar P., Dionigi C.: "Procedimento per l'ossidazione
catalitica dei composti organici volatili", domanda di brevetto italiano
BO99A 000314.
A.
Girlando, A. Painelli
Superconduttori
organici
I superconduttori organici, assieme ai cuprati ed ai fullereni, fanno
parte dei cosiddetti superconduttori ?esotici?, in cui il meccanismo di
superconducibilità non è stato ancora chiarito. Capire il
meccanismo di superconducibilità non è solo di interesse
accademico, ma riveste grande importanza anche dal punto di vista della
ricerca di nuovi materiali, dato che la moderna chimica di sintesi potrebbe
poi intervenire per migliorare le caratteristiche superconduttive. La nostra
attività di ricerca intende offrire un contributo in questa direzione,
attraverso la caratterizzazione della complessa struttura vibrazionale
dei superconduttori organici, sia per via sperimentale che di calcolo,
e della forza di accoppiamento tra le vibrazioni e gli elettroni. Quest?ultima
come è noto costituisce uno degli ingredienti fondamentali del meccanismo
di superconducibilità. Ci si propone inoltre di caratterizzare la
parte elettronica attraverso lo sviluppo di modelli semplificati, così
da capire il ruolo dell?interazione elettrone-elettrone.
Questa linea di ricerca è svolta in anche in collaborazione con
il Dipartimento di Chimica Fisica ed Inorganica dell?Università
di Bologna e con l?Istituto di Chimica Quantistica ed Energetica Molecolare
del CNR.
-
Della Valle R.G., Brillante A., Visentini G., Girlando A.: "Lattice dynnamics
and e-ph coupling in BEDT-TTF superconductors" Synth. Metals 103,
2083 (1999).
-
Visentini G., Painelli A., Fortunelli A., Girlando A.: "k-phase organic
superconductors: the dimer model" Synth. Metals 103, 1995
(1999).
-
Della Valle R.G., Brillante A., Visentini G., Girlando A.: "Structure and
phonons of a -(ET)2I3 " Physica B 265,
195 (1999).
-
Visentini G., Masino M., Bellitto C., Girlando A.: "Experimental determination
of BEDT-TTF+ electron-molecular vibration constants through
optical microreflectance" Phys. Rev. B58, 9460 (1998).
-
Visentini G., Painelli A., Girlando A., Fortunelli A.: "The dimer model
for k-phase organic superconductors" Europhys. Lett. 42,
467 (1998).
-
Brillante A., Della Valle R.G., Visentini G., Girlando A.: "Lattice phonons
in neutral BEDT-TTF crystal" Chem. Phys. Lett. 274, 478 (1997).
-
Brillante A., Della Valle R.G., Girlando A., Painelli A., E. Venuti: "Intermolecular
phonons in BEDT-TTF crystals" Synth. Metals 85, 1561 (1997).
A.
Painelli, A. Girlando
Polimeri
e polieni coniugati con particolari proprietà ottiche ed elettriche
I polimeri e polieni coniugati sono caratterizzati dalla presenza di
elettroni "mobili" o delocalizzati che impartiscono loro particolari proprietà
fisiche molte delle quali di interesse tecnologico. La nostra attività
riguarda le proprietà ottiche ed elettriche, con particolare
riguardo agli effetti dell?interazione tra gli elettroni delocalizzati
e le vibrazioni. Difatti tale interazione è all?origine o contribuisce
alle proprietà di interesse, anche dando origine a stati localizzati
di tipo solitonico, polaronico etc. Adottando un approccio semiempirico,
con modelli tipo Hückel o PPP per la parte elettronica, integrati
da modelli dettagliati per la struttura vibrazionale e l?interazione elettrone-vibrazione,
abbiamo modellato le proprietà di stato fondamentale ed ottiche
di polieni coniugati. Tale analisi è stata compiuta sia in assenza
che in presenza di difetti solitonici, investigando gli effetti della lunghezza
della catena fino al limite della catena infinita, cioè del
poliacetilene. Attualmente stiamo approfondendo lo studio della dipendenza
delle proprietà ottiche lineari e nonlineari dalla lunghezza di
coniugazione.
La ricerca è cominciata e prosegue nell?ambito di una collaborazione
con il Dipartimento di Chimica dell?Università di Princeton (USA).
-
Painelli A., Del Freo L., Girlando A., Soos Z.G.: "Polyacetylene oligomers:
p -electron fluctuations, vibrational intensities, and soliton confinement"
Phys. Rev. B60, 8129 (1999).
-
Painelli A., Del Freo L., Girlando A., Soos Z.G.: "Short polymer chains:
geometry and vibrations" Synth. Metals 101, 321 (1999).
-
Soos Z.G., Mukhopadhyay D., Painelli A., Girlando A.: "p-Electron Models
of Conjugated Polymers: Vibrational and Nonlinear Optical Spectra in: Handbook
of Conducting Polymers" Second Edition, Revised and Expanded, T.A. Skotheim,
R.L. Elsenbaumer and J.R. Reynolds eds., M. Dekker, New York, p. 165 (1997).
-
Painelli A., Girlando A., Del Freo L., Soos Z.G.: "Infrared intensity and
local vibrations of charged solitons" Phys. Rev. B56, 15100
(1997).
-
Painelli A., Girlando A., Soos Z.G.: "Vibrational spectra of pristine,
photoexcited and doped polyacetylene: towards a microscopic model" Synth.
Metals 85, 1079 (1997).
Tiripicchio,
G. Predieri, D. Cauzzi
Ossidi
e ossidi misti
Gli ossidi dei metalli di transizione sono usati convenientemente come
catalizzatori di ossidazione degli idrocarburi, sia come composti puri,
sia supportati su matrice: tra gli ossidi misti i molibdati metallici occupano
una posizione preminente come catalizzatori di ossidazione, grazie alla
presenza di un'adeguata coppia red-ox. D'altra parte, tra i metodi di preparazione
di catalizzatori supportati su silice, il processo sol-gel permette il
miglior controllo sulla composizione, l'omogeneità e la tessitura
del materiale.
Nel caso del molibdato di nichel su silice, ottenuto via sol-gel, si
osserva la stabilizzazione della fase b
a temperatura ambiente, probabilmente a causa di forti interazioni molibdato-supporto
ai bordi dei grani. Il materiale è attivo nell'ossidazione dell'iso-butano
a iso-butene. Nel caso del molibdato di rame uno studio EPR ha permesso
di stabilire una connessione fra le specie presenti nell'alcogel fresco
e la fase cristallina finale, mentre i dati XRD dimostrano che il processo
sol-gel produce migliori dispersioni rispetto al metodo di impregnazione.
Un'ottima dispersione si raggiunge anche con il molibdato di bismuto su
silice, ma solo per bassi valori di loading (2-10 mol %).
Recentemente è stata esplorata un altra via per la produzione
di ossidi misti, quella che si basa sulla condensazione non-idrolitica
fra un cloruro e un alcossido secondo lo schema:
M'-X + R-O-M --------> M'-O-M + RX
Con questo metodo sono stati preparati ossidi misti di vanadio e niobio;
in particolare è stata ottenuta la fase NbVO5
accessibile solo via sol-gel. Sono in corso studi sull'attività
di questa fase nell'ossidazione del propano. Queste indagini sono state
condotte in collaborazione con il Prof. P. Moggi del Dipartimento di Chimica
Organica e Industriale e con il prof. M. Devillers dell'Università
di Lovanio (B).
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Cauzzi D., Moggi P., Predieri G., Tiripicchio A., Ugolotti J., Canevali
C., Morazzoni F., Scotti R.: "Encapsulation of copper molybdate into a
silica matrix by sol-gel techniques via silicon alkoxides" Syntheses
and Methodologies in Inorg. Chem. 7, 390-395 (1997).
-
Canevali C., Morazzoni F., Scotti R., Cauzzi D., Moggi P., Predieri G.,
Tiripicchio A., Ugolotti J.: "Sol-gel silica-encapsulated vs. silica-supported
copper molybdate: EPR and XRD chracterization" Syntheses and Methodologies
in Inorg.Chem. 8, 189-191 (1998).
-
Cauzzi D., Deltratti M., Devillers M., Predieri G., Tirions O., Tiripicchio
A.: "Silica-supported bismuth molybdate catalysts obtained by thesol-gel
process via silicon alkoxides" in B. Delmon et al Eds., Preparation
of Catalysts VII, (Stud. Surf. Sci. Catal. Vol. 118), Elsevier, Amsterdam
(NL), p. 699 (1998).
-
Morselli S., Moggi P., Cauzzi D., Predieri G.: "Preparation andcharacterization
of niobia and silica-niobia systems" in B. Delmon et al Eds., Preparation
of Catalysts VII, (Stud. Surf. Sci. Catal. Vol.118), Elsevier, Amsterdam
(NL), p. 763 (1998).
-
Canevali C., Morazzoni F., Scotti R., Cauzzi D., Moggi P., Predieri G.:
"Electron paramagnetic resonance characterization of silica-dispersed coppermolybdate
obtained by sol-gel and impregnation methods" J. Mater.Chem.
9, 507 (1999).
-
Cauzzi D., Deltratti M., Predieri G., Tiripicchio A., Kaddouri A., Mazzocchia
C., Tempesti E., Armigliato A., Vignali C.: "Synthesis ofMMoO4/SiO2
catalysts (M = Ni or Co) by a sol-gelroute via silicon alkoxides. Stabilization
of b-NiMoO4
at room temperature" Appl. Catal. A 182, 125 (1999).
A.
Montenero, G. Gnappi
Materiali
ferroelettrici preparati via sol-gel
Le perovskiti sono tra i più noti ed importanti materiali ferroelettrici
e la tecnica sol-gel è decisamente adatta alla preparazione di detti
materiali per l?elevatissima purezza ottenibile ed il perfetto controllo
della stechiometria. Sfruttando questo metodo sono stati preparati materiali
ferroelettrici in forma di strati sottili depositati su silicio, in modo
da rendere più agevole l'integrazione di questi composti nella tecnologia
dei semiconduttori. Dopo l'individuazione di opportuni precursori, è
stato preparato il PbTiO3 in forma di film e in massa.
Il processo è stato studiato avvalendosi di tecniche quali l'analisi
termica differenziale, l'analisi termogravimetrica, risonanza magnetica
nucleare 207Pb, spettroscopia IR e la diffrazione di raggi X
su polveri attraverso la quale è stata seguita l'evoluzione termica
del sistema.
Il titanato di cadmio CdTiO3 non è un composto molto
studiato in quanto non è ferroelettrico a temperatura ambiente.
Dopo avere messo a punto la metodica di preparazione, è stata verificata
la possibilità di drogarlo con CdS e CdSe per valutare le sue proprietà
non lineari. I risultati non sono stati particolarmente incoraggianti,
ma il trattamento termico effettuato sulle polveri ha comunque dimostrato
che è necessario raggiungere la temperatura di 1100°C per ottenere
la fase perovskitica.
Il composto ferroelettrico più importante preparato è
comunque il titanato zirconato di piombo Pb(Ti,Zr)O3.
La spettroscopia RBS è stata utilizzata per il controllo della composizione
di film ottenuti. Inoltre su questi film sono state effettuate misure di
isteresi elettrica e di invecchiamento.
-
Montenero A., Canali M., Gnappi G., Bersani D., Lottici P.P., Nunziante
P. and Traversa E: "Structural and electrical properties of sol-gel processed
CdTiO3 powders and films" Applied Organometallic Chemistry 11,
137-146 (1997).
-
Bersani D., Lottici P.P., Canali M., Montenero A., Gnappi G.: "Sol-gel
preparation and Raman characterization of CdTiO3" J. Sol-Gel
Sci. & Technol. 8, 337-342 (1997).
-
Antonioli G., Bersani D., Cucinotta A., Lottici P.P., Manzini I., Bassi
S., Gnappi G., Montenero A.: "Phase development in sol-gel derived lead
titanate: a XAS study" J. de Physique IV France 7-C2,
1161-1162 (1997).
-
Fè L., Wouters D.J., Norga G.J., Maes H.E., Gnappi G., Montenero
A.: "PLZT: precursor characterization and ferroelectric properties", Integrated
Ferroelectrics, Vol. 22, Nos. 1-4, p. 35-43 (1998).
A.
Montenero, G. Gnappi
Metodologie
di sintesi di ossidi metallici
In questi anni in particolare ci si è occupati della preparazione
di SiO2, ZrO2, TiO2
e Fe2O3, puri e/o drogati con
altri componenti. Anche in questo caso la tecnica sol-gel si rivela particolarmente
versatile, non solo per la vasta gamma composizionale, ma anche perché
i materiali possono inoltre essere preparati sotto forma di blocchi, film
o fibre. Sono stati valutati diversi approcci preparativi.
Uno studio particolarmente approfondito è stato dedicato alla
preparazione dell'ossido di titanio. L'evoluzione del sistema da amorfo
a cristallino nei passaggi gel V TiO2
amorfo V anatasio V
rutilo è stata seguita tramite analisi termica differenziale, XRD
e spettroscopia Raman.
Interessante è stato anche lo studio del processo che ha condotto
alla preparazione di Fe2O3. A
seconda dei precursori utilizzati e dei trattamenti termici effettuati
si sono avuti effetti differenti sulle proprietà finali dell?ossido.
Ad esempio, mediante spettroscopie Raman e XAS, si è notato che
quando il trattamento termico si fa a 300°C, l?orientamento dei microcristalli
è migliore per il precursore FeCl3.6H2O
mentre per trattamento a 500°C il risultato è più efficace
per il precursore Fe(NO3)3.9H2O.
È stato valutato il comportamento di questi materiali puri e
drogati con elementi alcalini, per verificarne la possibile applicazione
nella fabbricazione di sensori per umidità: i materiali preparati
si sono mostrati estremamente interessanti e sono stati oggetto di due
brevetti.
-
Bersani D., Capelletti R., Lottici P.P., Gnappi G., Montenero A.: "Anatase
to rutile phase transformations in K-doped TiO2 by sol gel",
Defects in Insulating Materials: ICDIM96, Eds. G.E. Matthews and R.T. Williams,
Materials Science Forum Vols. 239-241, 87-90 (1997).
-
Baratto C., Lottici P.P., Bersani D., Antonioli G., Gnappi G., Montenero
A.: "Sol-gel preparation of a -Fe2O3
thin films: structural characterization by XAFS and Raman" J.
Sol-Gel Sci. & Techn. 13, 667-671 (1998).
A.
Montenero, G. Gnappi
Materiali
per ottica non-lineare
Di alcuni degli ossidi preparati, ad esempio Fe2O3,
sono state valutate le proprietà ottiche non-lineari. Film di TiO2-SiO2
drogati con Rodamina 6G hanno messo in evidenza buoni valori di suscettività
ottica non lineare. A partire dall?etossido di silicio sono stati preparati
film di SiO2 drogati con il colorante DO3. Questi
film sono stati sottoposti ad un fortissimo campo elettrico mediante la
tecnica cosiddetta di "corona poling": in questo modo si è ottenuta
l?orientazione delle molecole organiche. Mediante spettroscopia elettronica
è stata valutata la stabilità dell?orientazione nel tempo.
La silice sotto forma di film ottenuta a partire dall?etossido e dal metossido
di silicio si è dimostrata adatta ad incorporare altri coloranti
come rodamina 6G, DODCI, e IR5). Le spettroscopie di emissione e di assorbimento
hanno dimostrato che il picco di emissione e il tempo di vita radiativo
aumentano con la densificazione dei campioni.
Gli studi più recenti hanno visto la realizzazione di film a
base di TEOS o TEOS-ICPTEOS oppure TEOS-GLYMO drogati con coloranti tipo
DR1, polati e non. Si è valutato il comportamento di questi materiali
in funzione del tipo di legame colorante-matrice (dye-coupled o
dye-attached). Sono stati effettuati i primi studi di fotoisomerizzazione
e prove di realizzazione di reticoli olografici.
-
M. Casalboni, F. De Matteis, R. Francini, P. Prosposito, R. Senesi, U.M.
Grassano, R. Pizzoferrato, Gnappi G., Montenero A. "Optical Properties
of Dye-doped Sol-Gel Glasses", J. Luminescence, 72-74 (1997) 475-477
-
Lottici P.P., C. Baratto, Bersani D., Antonioli G., Montenero A., M. Guarneri,
Gnappi G. "Thin films for nonlinear optics: sol-gel preparation, Raman
and XAS characterization of a -Fe2O3",
in Optical Diagnosis of Materials and Devices for Opto-, Micro- and
Quantum Electronics, S.V. Svechnikov and M. Ya. Valakh Eds., SPIE,
Vol. 3359 (1997) 334-338.
-
C. Baratto, Bersani D., Lottici P.P., Antonioli G., Montenero A., M. Guarneri
"Fe2O3 films for c(3)
optics: Raman and XAS characterization", Optical Materials 9 (1998) 368-372.
A.
Montenero, G. Gnappi
Materiali per applicazioni biomedicali
Sempre tramite sol-gel è stata preparata idrossiapatite, successivamente
depositata su leghe metalliche utilizzate per impianti ortopedici. Infatti
questo sale, per la sua composizione vicina a quella del materiale osseo,
induce e facilita la crescita dell?osso stesso: esso risulta quindi particolarmente
utile in ortopedia. È stato valutato l?effetto dell?interposizione
fra metallo e idrossiapatite di film di TiO2 e Ca
TiO3, sempre preparati con lo stesso metodo. Sono
state fatte le prime prove in vitro non solo su idrossiapatite, ma anche
su apatite fluorurata. Più recentemente, sono state preparate polveri
nanometriche di SiO2-TiO2 da
utilizzare come filler nel campo dell?odontoiatria restaurativa, onde migliorare
non solo le prestazioni meccaniche, ma anche l?aspetto estetico dei restauri
dentali.
-
Cirilli F., Kaciulis S., Mattogno G., Righini G., Ferrari F., Montenero
A., Gnappi G.: "Surface analysis of biocompatible hydroxyapatite coatings
on titanium" ECASIA 97, J. Olefjord, L. Nyborg and D. Briggs Eds., John
Wiley & Sons, Chichester (UK) 151-154 (1997).
-
Kaciulis S., Mattogno G., Napoli A., Bemporad E., Ferrari F., Montenero
A., Gnappi G.: "Surface analysis of biocompatible coatings on titanium"
J. Electron Spectrosc. Related Phenom. 95, 61-69 (1998).
A.
Montenero, G. Gnappi
Materiali
vetrosi
Si è proceduto alla valutazione dell?attacco chimico su contenitori
commerciali in vetro sodico-calcico, studiando la dealcalinizzazione superficiale
durante la ricottura a 550°C ad opera di (NH4)2SO4.
Il comportamento dei contenitori è stato valutato in funzione della
natura e della concentrazione delle soluzioni saline utilizzate per gli
autoclavaggi (LiCl, NaCl, KCl, CsCl, CaCl2, BaCl2,
NaBr, KBr).
-
Biavati A., Gnappi G., Montenero A., Serventi T., Tebaldi S.: "Attack on
soda lime tipe II glass containers by concentrated glass solutions" Glasteknisk
Tidskrift, Vol. 54, No. 2, 46-52 (1999).
A.
Montenero, G. Gnappi
Recupero
di scorie da inceneritori di rifiuti solidi urbani
È stato realizzato uno studio sul possibile utilizzo delle scorie
da forno inceneritore per rifiuti solidi urbani come materia prima per
la produzione di vetro. Da questa ricerca è derivato un brevetto.
L?obbiettivo raggiunto ha infatti permesso di ottenere vetri omogenei ad
alta inerzia chimica a partire da scorie provenienti da forni inceneritori.
L?applicazione di questo processo su vasta scala potrebbe portare all?eliminazione
delle discariche per RSU.
-
Montenero A., Dallara E., European Patent Publication N° 939680 (1998).
A.
Montenero, G. Gnappi
Studio
della riduzione della permeabilità di film plastici per packaging
Una delle caratteristiche più importanti e critiche dei film
plastici utilizzati nel campo dell'imballaggio dei prodotti alimentari
è la loro permeabilità ai gas, specie nel caso di prodotti
confezionati in atmosfera modificata. Questa ricerca si propone quindi
di ridurre la permeabilità di film di PET e PVC mediante la deposizione
di rivestimenti organico-inorganici a base di silice e allumina. Sono stati
condotti studi preliminari sull'idrolisi e la condensazione dei precursori
utilizzati allo scopo.
-
Luo Lan, Montenero A., Gnappi G., Dradi E.: "29Si-NMR
Study of the Hydrolysis and Condensation of EPOXS Sol-gel Solution" Gazz.Chim.
It. 127, 505-507 (1997).
M.
Belicchi Ferrari, P. Tarasconi, G. Pelosi, E. Cavalli
Sintesi,
struttura e studi spettroscopici di composti di ioni monovalenti di transizione
in relazione alle loro proprietà luminescenti
Una attività sviluppata nel gruppo è la sintesi e la caratterizzazione
di composti trifenilfosfinici di Cu(I) ed Ag(I) con leganti organici polifunzionali,
in relazione alle loro proprietà luminescenti. I leganti considerati
presentano differenze nella geometria e nelle proprietà elettroniche
che influenzano la coordinazione e i fenomeni di fosforescenza e di fluorescenza
che i complessi studiati mostrano. Sui composti sintetizzati e caratterizzati
sono state condotte analisi strutturali per diffrazione dei raggi X e misure
di spettri di emissione a 298K e a 10K al fine di correlarne la struttura
e le proprietà ottiche osservate.
-
Belicchi Ferrari M., Gasparri Fava G., Pelosi G., Denti G.: "X-ray crystal
and molecular structure of [3,6-bis(2-pyridyl)pyridazine-N1,N2]bis(triphenylphosphine)copper(I)
hexafluorophosphate" J. Chem. Crystallogr. 27, No.4 (1997).
CHIMICA
SUPRAMOLECOLARE
A.
Bacchi, G. Pelizzi
Progettazione,
caratterizzazione e studio di composti con architetture cristalline modulari
Lo studio delle correlazioni tra le proprietà molecolari e l?impacchettamento
cristallino in classi di composti omogenei sta suscitando grande interesse,
in quanto permette di individuare regole per predire la struttura cristallina,
avendo come traguardo la formulazione di una teoria che descriva le interazioni
responsabili del riconoscimento molecolare.
L?analisi di una famiglia di strutture cristalline contenenti il catione
Co(sep)3+ con diversi anioni ha permesso di razionalizzare il ruolo della
conformazione del catione e della natura degli anioni nel determinare l'architettura
cristallina di questa serie di complessi. Il catione funge da elemento
strutturale robusto nel formare tre coppie di legami di idrogeno lungo
tre direzioni complanari disposte a circa 120° l?una dall?altra. L'impacchettamento
si realizza in tre stadi: (1) i mattoni strutturali fondamentali sono unità
Co(sep)ABC costituite attraverso legami di idrogeno tra i gruppi N-H del
catione e diversi tipi di accettori A, B, e C; (2) tali unità interagiscono
formando motivi strutturali diversi (dimeri, catene, strati, reti 3D).
(3) questi sono infine assemblati in tre dimensioni per dare l?edificio
cristallino. Sono stati individuati quattro diversi motivi strutturali
di impacchettamento, dipendenti dalla natura degli anioni e dal grado di
idratazione dei complessi. Parallelamente, nell'ambito di un progetto volto
a costruire intorni supramolecolari per specie potenzialmente catalitiche
in collaborazione con il Dipartimento di Chimica Organica ed Industriale,
sono state studiate le strutture cristalline di sali di tricicloesilguanidinio
con acido nicotinico, i-nicotinico e picolinico, e dei corrispondenti addotti
con PdCl2. Sono stati così razionalizzati i fattori che
regolano l'assemblaggio e l'impacchettamento nel cristallo dei vari componenti
molecolari.
-
Bacchi A., Chiusoli G. P., Costa M., Gabriele B., Righi C., Salerno G.:
"Palladium-catalysed sequential carboxylation-alkoxycarbonylation of acetylenic
amines", Chem. Comm., 1209-1210 (1997).
-
Bacchi A., Chiusoli G. P., Costa M., Sani C., Gabriele B., Salerno G.:
"Nitrogen heterocycles by palladium-catalysed oxidative cyclization-alkoxycarbonylation
of acetylenic ureas", Journ. Organom. Chem., 562, 35-43 (1997).
A.M.
Manotti-Lanfredi, F. Ugozzoli
Studio
di sistemi collettivamente organizzati per la chimica supramolecolare
Lo studio, condotto con diverse tecniche sperimentali e con misure termodinamiche,
delle interazioni intermolecolari non covalenti che organizzano specie
chimiche in sistemi di alta complessità, sono in corso con la collaborazione
del Dipartimento di Chimica Generale dell?Università di Pavia. Tale
studio ha lo scopo di correlare l?efficienza dei "lucchetti molecolari"
alle proprietà strutturali ovvero alle funzionalità presenti
nonché di studiare le perturbazioni elettrochimiche di substrati
redox-attivi in grado di tradurre in un segnale elettronico il binding
al recettore. Abbiamo rivolto l?attenzione al ferrocene (Fc), molecola
che subendo generalmente una reversibile ossidazione mono-elettronica allo
ione stabile ferrocenio (Fc+) quando presente in un frammento
amminometil-ferrocene N-sostituito, è in grado di dare una risposta
elettrochimica non solo al binding degli ioni metallici ma anche a tracce
della specie protonica H+. La caratterizzazione allo stato solido
di un derivato contenente il frammento amminometil-ferrocene N-propil sostituito,
spiega la insolita non protonazione del ferrocene, peraltro suggerita da
misure elettrochimiche, a seguito di una forte interazione elettrostatica
("non chelata") tra il centro metallico ed il gruppo amminico protonato.
Abbiamo anche caratterizzato un complesso monometallico, aperto e cineticamente
inerte, in grado di interagire sia con i protoni che con gli ioni metallici
con comportamento simile a quello di un recettore a gabbia poliazotato
come il bis-tren. Lo studio verrà esteso anche a supercomplessi
implicanti macrocicli diversamente funzionalizzati e contenenti gruppi
furanici ossigeno donatori, in grado di intrappolare molecole di importanza
strategica, quale ad esempio l?ossigeno molecolare.
-
De Santis G., Fabbrizzi L., Manotti Lanfredi A.M., Pallavicini P., Ugozzoli
F. "Crystal and molecular structure of protonated (N-propyl)-aminomethyl
ferrocene, a proton-sensitive redox-responsive fragment" Inorg. Chim.
Acta 267/2, 177-182 (1998).
F.
Ugozzoli
Riconoscimento
molecolare
Nel corso del triennio, nell?ambito della Chimica Supramolecolare, sono
proseguite, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica Organica e
Industriale di questa Università e con il Prof. Roberto Caciuffo
del Dipartimento di Scienze dei materiali e della Terra dell?università
di Ancona, ricerche su alcuni aspetti fondamentali dei fenomeni di Riconoscimento
Molecolare.
In particolare le ricerche sono state rivolte allo studio delle interazioni
deboli host-guest che controllano la selettività nei processi di
riconoscimento di molecole neutre mediante hosts macrociclici derivati
da calix[n]areni e cavitandi. Gli studi sono stati condotti facendo uso
di diverse tecniche sperimentali. Le tecniche di diffrazione di raggi-X
da cristallo singolo hanno permesso di mettere in evidenza le strutture
molecolari dei vari composti ed i siti di binding con i quali i recettori
riconoscono i substrati. Esperimenti NMR allo stato solido hanno permesso
di valutare le proprietà dinamiche dei substrati debolmente legati
ai recettori e, in taluni casi, di dedurre il potenziale di interazione
tra recettore e substrato. Esperimenti di diffrazione inelastica di neutroni
(INS) hanno consentito di misurare il potenziale di interazione tra l?host
ed il guest.
L?analisi complessiva dei risultati ottenuti con queste diverse tecniche
sperimentali ha consentito di avere una visione completa di alcuni aspetti
dei fenomeni di riconoscimento molecolare In particolare le ricerche svolte
hanno messo in evidenza:
-
le interazioni host-guest che determinano la selettività di calix[4]areni,
rigidificati al lower-rim con ponti polieterei, i quali sono in
grado di riconoscere guests con gruppi terminali CH3 a differente
acidità.
-
La dinamica rotazionale e gli effetti di tunneling rotazionale di guest
che portano gruppi metilici ospitati nella cavità intramolecolare
di p-tertbutilcalix[4]arene.
-
La determinazione sperimentale dell?energia di interazione host-guest in
complessi 1:1 di p-tertbutilcalix[4]arene e toluene.
-
La dipendenza dalla temperatura di tali interazioni,
-
Le proprietà strutturali calix[4]areni chirali funzionalizzati all?upper-rim
con unità di L-alanina per il riconoscimento selettivo di amminoacidi.
-
Le proprietà strutturali di cavitandi a "cono" rigidificati
da ponti fosfonati.
-
Il ruolo cooperativo di diverse interazioni deboli nel determinare la selettività
di una classe di cavitandi verso gli alcoli primari.
-
Arduini A., Domiano L., Pochini A., Secchi A., Ungaro R., Ugozzoli F.,
Struck O., Verboom W., Reinhoudt D.N: "Synthesis of 1,2-bridged calix[4]arene-biscrown
in the 1,2-alternate Conformation" Tetrahedron, Vol. 53, N°
10, 3767 (1997).
-
Paci B., Amoretti G., Arduini A., Ruani G., Shinkai S., Suzuki T., Ugozzoli
F., Caciuffo R.: "Vibrational Spectrum of C60 in the
p-tertbutylcalix[8]arene(1:!)C60 complex" Phys. Rev.
Vol. 55, N° 9, 5566 (1997).
-
Caciuffo R., Amoretti G., Carlile C.J., Ferrero C., Geremia S., Paci B.,
Prager M., Ugozzoli F.: "Molecular dynamics and tunneling in supramolecular
complexes" Phys. B, 234-236, 115 (1997).
-
Sansone F., Barboso S., Casnati A., Fabbi M., Pochini A., Ugozzoli F.,
Ungaro R.: "Synthesis and structure of chiral cone calix[4]arenes functionalized
at the upper rim with L-alanine units" Eur. J. Org. Chem., 897 (1998).
-
Arduini A., Caciuffo R., Geremia S., Ferrero C., Ugozzoli F., Zontone F.:
"Temperature dependence of the weak host-guest interactions in the di p-tertbytilcalix[4]arene
1:1 toluene complex" Supr. Chem. 10, 125 (1998).
-
Paci B., Deleuze M.S., Caciuffo R., Tomkinson J., Ugozzoli F., Zerbetto
F.: "Nuclear motions of an inclusion complex of calix[4]arene" Phys.
Chem. A, Vol. 102, N° 35, 6910 (1998).
-
Dalcanale E., Jacopozzi P., Ugozzoli F., Mann G.: "Synthesis and configurational
Analysis of mixed-bridged phosphate cavitands" Supr. Chem. 9,
305 (1998).
-
Caciuffo R., Galeazzi R., Horsewill A.J., Ikram A., Ugozzoli F.: "Measurements
of host-guest interaction energies in a calixarene supramolecular complex"
Phys. Rev. B, Vol. 60, N° 17, 11867 (1999).
-
Pinalli R., Nachtigall F.F., Ugozzoli F., Dalcanale E.: "Supramolecular
Sensors for the Detection of Alcohols" Angew. Chem. Int. Ed. Engl.
38, 2377 (1999).
CHIMICA
TEORICA E COMPUTAZIONALE
R.
Cammi
Metodi e modelli ab-initio per il calcolo
di parametri di spettroscopia NMR di molecole isolate ed in soluzione
Lo studio ab-initio delle proprietà magnetiche ha visto negli
ultimi anni un significativo progresso e ora il confronto con i dati sperimentali,
principalmente derivati dalla spettroscopia NMR sta diventando un problema
trattabile. L'attività di ricerca svolta in questo settore riguarda
la formulazione di teorie e lo sviluppo di algoritmi computazionali per
introdurre l'effetto del solvente nei calcoli ab-initio di proprietà
di risposta del secondo ordine come la suscettività magnetica, i
chemical shieldings e le costanti di accoppiamento J-J. Il modello di base
per la modellizzazione del sistema soluto-solvente è il Polarizable
Continum Model (PCM). Gli sviluppi teorici riguardano diversi livelli di
descrizione quanto meccanica del soluto, come il metodo Hartree-Fock e
metodi correlativi sia variazionali (MC-SCF, DFT) che perturbativi (MP2,CC).
L'attività di ricerca è svolta in collaborazione con la Gaussian
Inc.
-
Cammi R.: "Hartree-Fock calculation of magnetic properties of molecular
solutes" J. Chem. Phys. 109, 3185 (1998).
-
Amovilli C., Barone V., Cammi R., CancÅs E., Cossi M., Mennucci B.,
Pomelli C.S., Tomasi J.: "Recent advances in the description of solvent
effects with the polarizable continuum model" Adv. Quant. Chem. 32,
227-261 (1998).
-
Cammi R., Mennucci B., Tomasi J.: "Nuclear magnetic shieldings in solution:
gauge invariant atomic orbitals calculation using the polarizable continuum
model" J. Chem. Phys. 110, 7627 (1999).
-
Cammi R., Mennucci B.: "The linear response theory within the polarizable
continuum model" J. Chem. Phys. 110, 9857 (1999).
-
Mennucci B., Cammi R., Tomasi J. "Medium effects on the properties of chemical
systems: electric and Magnetic response of donor-acceptor systems within
the polarizable continuum model" Int. J. Quantum Chem. 75,
767 (1999)
R. Cammi
Metodi ab-initio per la determinazione
di proprietà di ottica non lineare di molecole in soluzione
La ricerca di materiali con opportune
proprietà nonlineari utili per la costruzione di dispositivi per
la generazione armonica ottica e per il trattamento dei segnali ha dato
impulso agli studi sulle proprietà di ottica nonlineare delle molecole
[1]. Gli studi su molecole hanno un ruolo importante nel raffinamento della
comprensione delle proprietà di ottica non lineare dei materiali
e nello sviluppo di metodi accurati per la previsione di queste proprietà.
Le proprietà di risposta nonlineare di una molecola ad un campo
elettrico applicato sono descritte in termini delle (iper)polarizabilità
(a,b,
g,...). I metodi di calcolo attualmente disponibili per la loro
determinazione sono una conquista recente della chimica quantistica sia
sotto l'aspetto teorico che computazionale. Le proprietà di risposta
elettrica fino al terzo ordine posso essere calcolate sia nella approssimazione
Hartree-Fock (HF) che con metodi che introducono la correlazione elettronica
(CI, MC-SCF, MBPT, CC, DFT). Fino ad ora i calcoli sono stati effetutai
su molecole isolate e ciò ha limitato il confronto i dati sperimetali,
ottenuti prevalentemente in fase condensata.
Obbiettivo del nostro programma di ricerca è lo sviluppo di metodologie
di calcolo ab-initio che superino queste limitazioni, permettendo lo studio
di processi di ottica non-lineare di molecole in soluzione. L'approccio
adottato si basa sulla combinazione delle più recenti tecniche di
calcolo ab-initio con un modello fisico in cui il solvente viene rappresentato
come un mezzo dielettrico continuo (Polarizable Continuum Model), PCM.
Alcuni degli algoritmi di calcolo sviluppati sono stati introdotti nelle
versioni ufficiale di alcuni tra i più diffusi programmi di calcolo
ab-initio come GAMESS e Guassian-98.
-
Cammi R., Cossi M., Mennucci B., Tomasi J.: "Solvent effects on the static
and dynamic polarizability and hyperpolarizabilities of acetonitrile" J.
Mol. Struct. 436, 567 (1997).
-
Cammi R., Mennucci B., Tomasi J.: "On the calculation of local field factors
for microscopic static hyperpolarizabilities of molecules in solution with
the aid of Quantum Mechanical methods" J. Phys. Chem. A 102,
870 (1998).
-
Mennucci B., Cammi R., Cossi M., Tomasi J.: "Solvent and vibrational effects
on molecular electric properties. Static and dynamic polarizability and
hyperpolarizabilities of urea in water" J. Mol. Struct. (Theochem) 426,
191 (1998).
-
Mennucci B., Cammi R., Tomasi J.: "Excited states and solvatochromic shifts
within a nonequilibrium solvation approach: a new formulation of the Integral
Equation Formalism (IEF) method, at the SCF, CI and MCSCF level" J.
Chem. Phys. 109, 2798 (1998).
-
Cammi R., Mennucci B., Tomasi J.: "Solvent effects on the linear and nonlinear
optical properties of donor-acceptor polyenes: investigation of electronic
and vibrational components in terms of structure and charge distribution
changes" J. Am. Chem. Soc. 120, 8834 (1998).
-
Champagne B., Mennucci B., Cossi M., Cammi R., Tomasi J.: "An ab initio
time-dependent Hartree-Fock studt of solvent effects on the polarizability
and second hyperpolarizability of polacetylene chains within the Polarizable
Continuum Model" Chem. Phys. 238, 153 (1998).
-
Tomasi J., Cammi R., Mennucci B.: "Medium effects on the properties of
chemical systems: an Overview of recent formulations in the polarizable
continuum model'" Int. J. Quantum Chem. 75, 783(1999).
R. Cammi
Teoria delle derivate analitiche dell'energia
La teoria delle derivate analitiche è uno dei settori di più
attiva ricerca nel campo della chimica quantististica moderna. La ricerche
svolte dal nostro gruppo riguardano lo sviluppo di metodi ed algoritmi
per il calcolo analitico delle derivate dell'energia di molecole in soluzione
descritte secondo il modello PCM.
-
Mennucci B. , Cammi R., Tomasi J.: "Analytical free energy second derivatives
with respect to nuclear coordinates: a complete formulation for electrostatic
continuum solvation models" J. Chem. Phys. 110, 6858(1999).
-
Cammi R., Mennucci B., Tomasi J.: "Second order Moller-Plesset analytical
derivatives for the Polarizable Continuum Model using the relaxed density
approach" J. Phys. Chem. A 103, 9100(1999).
A.
Painelli, A. Girlando
Metodi
teorici e computazionali nella caratterizzazione di solidi molecolari a
bassa dimensionalità e delle loro transizioni di fase
I solidi molecolari cosiddetti "a bassa dimensionalità" derivano
il loro nome dalla forte anisotropia delle loro interazioni. Il notevole
interesse applicativo di tali materiali nasce proprio dalla bassa dimensionalità
che caratterizza il loro comportamento e ne determina inusuali proprietà,
tra cui citiamo delle particolari transizioni di fase come la metallo-isolante,
neutro-ionico, superconduttore-antiferromagnete, etc. Dal punto di vista
teorico tali solidi costituiscono preziosi sistemi modello per lo studio
delle interazioni elettrone-elettrone ed elettrone-vibrazione in sistemi
a bassa dimensionalità. Il nostro approccio riguarda sia lo sviluppo
e l?analisi di modelli come quello di Hubbard, anche attraverso l?impiego
di metodi computazionali avanzati o lo sviluppo di software ad-hoc. Così
sono stati adottati sia metodi ab-initio che modelli mean-field
nella descrizione dell?interazione elettrone-elettrone, oppure è
stato sviluppato un programma per la soluzione esatta del problema dell?interazione
elettrone-fonone non-adiabatica in presenza di forti correlazioni elettroniche.
La ricerca è svolta in collaborazione con l?Istituto di Chimica
Quantistica ed Energetica Molecolare del CNR.
-
Visentini G., Painelli A., Fortunelli A.: "The k
-(BEDT-TTF)2Cu[N(CN)]2X family: a mean field view"
Synth. Metals 103, 1993 (1999).
-
Fortunelli A., Painelli A.: "Ab initio estimate of Hubbard modle parameters:
A simple procedure applied to BEDT-TTF salts" Phys.Rev. B 55,
16088 (1997).
-
Fortunelli A., Painelli A.: "BEDT-TTF salts: microscopic parameters from
ab initio calculations" Synth. Metals 85, 1631 (1997).
-
Fortunelli A., Painelli A.: "On the ab-initio evaluation of Hubbard parameters.
II. The k-(BEDT-TTF)2Cu[N(CN)2]Br crystal" J.Chem.Phys.
106, 8051 (1997).
-
Fortunelli A., Painelli A.: "On the ab initio evaluation of Hubbard parameters.
I. The analytical approach in the absence of orbital relaxation" J.Chem.Phys.
106, 8041 (1997).
P.
Cozzini
Laboratorio
di modellistica molecolare: uso di tecniche CAMD nella progettazione chimica
di interazioni molecolari
Progettazione di recettori macrociclici organici con tecniche di
modellazione e simulazione computazionale. In collaborazione col Dipartimento
di Chimica Organica e Industriale nella nostra Università vengono
effettuati studi di simulazione computazionale e caratterizzazione spettroscopica
dei rapporti struttura attività di porfirine diversamente sostituite
in assenza di dati strutturali (analisi conformazionali, studi di metallazione,
interazione selettiva con aminoacidi). Alcune di queste porfirine sono
di interesse per la terapia fotodinamica antitumorale e come "sezionatrici"
di oligopeptidi. Vengono inoltre effettuati studi conformazionali su recettori
calix[4-6]arenici al fine di valutare il comportamento e la selettività
verso guest diversi in diversi solventi con tecniche di monimizzazione,
docking, dinamica molecolare e test di software. Le stesse tecniche sono
utilizzate per studi di inclusione di molecole neutre e complessi di metalli
di transizione in matrici zeolitiche.
Progettazione di ligandi ed inibitori e simulazione delle loro interazioni
col recettore enzimatico. La ricerca, portata avanti in collaborazione
con l?Istituto di Scienze Biochimiche dell?Università di Parma,
ha per oggetto la progettazione di inibitori competitivi del legame dell?indolo
3-glicerolfosfato nelle subunità alfa dell?enzima triptofano sintasi
mediante tecniche di dinamica molecolare e di docking nonché lo
studio della struttura di intermedi catalitici delle subunità beta
della triptofano sintasi. Inoltre, in collaborazione con lo stesso Istituto
e con ricercatori di Institute for Structural Biology and Drug Discovery
della Virginia Commonwealth University, viene valutata l?affinità
di leganti a proteine mediante studi di rapporti idrofobico/polari su proteine
leganti peptidi perplasmatici, leganti acidi grassi e inibitori della tripsina.
In collaborazione con Chiesi Farmaceutici sono inoltre applicate tecniche
di molecular modelling alla progettazione di composti modulari selettivi
del recettore dell?estrogeno (SERM); questi composti sono impiegati come
antiosteoporosi e come antitumorali nel tumore al seno.
-
Cornia M., Capacchi S., Valenti C., Cozzini P.: "Synthesys, characterisation
and conformational studies of lipophilic, amphiphilic and water soluble
C-glyco conjugated porphyrins" Tetrahedron 54, 8091-8106
(1998).
-
Greci L., Rossetti M., Galeazzi R., Sgarabotto P., Cozzini P.: "Nitrenium
ions part 4: Reactivity and crystal structure of 1-methyl-2-phenyl-3-N-benzoyloxyndole
iminium perchlorate and reactivity of N,N-dimethylamino-p-N-benzoxyaniline
nitrenium chloride with 2-phenylindole" J. Chem. Soc., Perkin Trans
2, 2683-2687 (1998).
-
Carloni P., Greci L., Iacussi M., Rossetti M., Galeazzi R., Cozzini P.,
Sgarabotto P.: "Nitrenium ions part 3: acid-catalized reactions of 2-tert-butylindole
with nitrosoarenes. Crystal structures of 2-tert-butyl-3-p-tolylimino-3H-indole
and tert-butyl-3-p-tolylamino-1,3-dihydroindol-2-one" J. Chem. Res.
(1998).
-
Carcelli M., Cozzini P., Maccagni T., Pelizzi C., Righi L.: "Synthesis
of copper hydrazones complexes driven in feed back way by computational
simulation" Inorg. Chim. Acta (1999).
-
Marabotti A., Cozzini P., Mozzarelli A.; "Novel allosteric effectors of
the tryptophan synthase a2b
2 complex identified by computer assisted molecular modelling" Biochimica
et Biophysica Acta (1999).
SPETTROSCOPIA
OTTICA
E.
Cavalli, L. Oleari
Sintesi
e proprietà ottiche di materiali luminescenti
L?attività di ricerca del gruppo di Spettroscopia Ottica coordinato
dal Prof. L. Oleari è rivolta alla progettazione, sintesi e caratterizzazione
di nuovi materiali luminescenti da impiegare principalmente nella tecnologia
dei lasers a stato solido. I tale ambito sono attive due linee principali
di ricerca:
- materiali per ?tunable lasers?
- materiali attivati con terre rare per emissione nel visibile e
NIR.
I materiali per laser accordabili si basano in genere sulle proprietà
luminescenti di cristalli attivati con ioni di metalli di transizione aventi
spettri ottici costituiti da bande larghe, dovute alla forte interazione
tra ioni attivi e reticolo cristallino.
I cristalli attivati con ioni di terre rare vengono studiati nella
prospettiva di realizzare nuovi laser a stato solido con determinate caratteristiche
per ciò che riguarda la lunghezza d?onda di emissione ed i meccanismi
coi quali si vengono a popolare gli stati eccitati da cui ha origine la
transizione laser. Per tale scopo si registrano e si studiano gli spettri
di assorbimento, di emissione e le curve di decadimento degli stati eccitati
in funzione della temperatura ed eventualmente della concentrazione dello
ione otticamente attivo. Le informazioni ottenute permettono una valutazione
oggettiva del materiale in prospettiva di un suo eventuale impiego.
Il lavoro che viene svolto presso i laboratori del gruppo comprende:
-
sintesi e caratterizzazione cristallografica ed analitica di cristalli
puri ed opportunamente drogati con ioni otticamente attivi
-
registrazione degli spettri di assorbimento ed emissione diverse temperature
(10 - 298 K)
-
misure delle cinetiche di decadimento degli stati eccitati a diverse
temperature (10 - 298 K)
-
interpretazione dei dati sperimentali.
-
Capobianco J.A., Kabro P., Ermeneux F.S., Moncorgé R., Bettinelli
M., Cavalli E.: "Optical Spectroscopy, Fluorescence Dynamics and Crystal
Field Analysis of Er3+ in YVO4" Chem. Phys. 214, 329 (1997).
-
Cavalli E., Meschini C., Toncelli A., Tonelli M., Bettinelli M.: "Optical
spectroscopy of Tm3+ doped in KLa(MoO4)2 crystals" J. Phys. Chem. Solids
58, 587 (1997).
-
Brunold T., Güdel H.U., Cavalli E.: "Optical spectroscopy of Ni2+
doped crystals of Zn2SiO4" Chem. Phys Lett. 268, 413 (1997).
-
Comini E., Toncelli A., Tonelli M., Zannoni E., Cavalli E., Speghini
A., Bettinelli M.: "Optical Spectroscopy and Fluorescence Dynamics of Er3+
in Ca3Sc2Ge3O12 crystal" J. Opt. Soc. Am. B 14, 1938 (1997).
-
Ermeneux F.S., Goutadier C., Moncorgé R., Cohen-Adad M.T., Bettinelli
M., Cavalli E.: "Growth and Fluorescence Properties of Tm3+ doped YVO4
and Y2O3 single crystals" Optical Materials 8, 83, (1997).
-
Kabro P., Capobianco J.A., Ermeneux F.S., Moncorgé R., Bettinelli
M., Cavalli E.: "Excited state dynamics and energy transfer processes in
YVO4'Er3+" J. Appl. Phys. 82, 3983 (1997).
-
Bettinelli M., Ermeneux F.S., Moncorgé R., Cavalli E.: "Fluorescence
Dynamics of YVO4:Tm3+, YVO4:Tm3+, Tb3+ and YVO4:Tm3+, Ho3+ Crystals" J.
Phys. Cond. Matter 10, 8207 (1998).
-
Goutadier C., Ermeneux F.S., Cohen Adad M.T., Moncorgé R., Bettinelli
M., Cavalli E.: "Growth and comparative characterization of various Nd:YVO4
single crystals: crystal growth by LHPG and flux growth method" Mat.
Res. Bull. 33, 1457 (1998).
-
Belletti A., Borromei R., Cavalli E., Oleari L.: "The luminescence of
VO43- ions in Ca2PO4Cl" Eur.
J. Solid State Inorg. Chem. 35, 483 (1998).
-
Misra S.K., Isber S., Capobianco J.A., Cavalli E.: "Electron paramagnetic
resonance of Er3+ doped in YVO4: hyperfine parameters"
Chem. Phys. 240, 313 (1999).
-
Zannoni E., Cavalli E., Toncelli A., Tonelli M., Bettinelli M.: "Optical
spectroscopy of Ca3Sc2Ge3O12 :Ni2+" J. Phys. Chem. Solids 60,
449 (1999).
-
Cavalli E., Zannoni E., Belletti A., Carozzo V., Toncelli A., Tonelli
M., Bettinelli M.: "Spectroscopic analysis and laser parameters of Nd3+
in Ca3Sc2Ge3O12 garnet crystals" Appl. Phys. B 68, 677 (1999).
-
Cavalli E., Zannoni E., Mucchino C., Carozzo V., Toncelli A., Tonelli
M., Bettinelli M.: "Optical properties of Nd3+ in KLa(MoO4)2
crystals" J. Opt. Soc. Am. B 16, 1958 (1999).
-
Moncorgé R., Bettinelli M., Guyot Y., Cavalli E., Capobianco
J.A., Girard S.: "Luminescence of Ni and Cr centers in MgSiO3
enstatite crystals" J. Phys. Cond. Matter 11, 6831 (1999).
-
Ermeneux F.S., Goutadier C., Moncorgé R., Cohen-Adad M.T., Bettinelli
M., Cavalli E.: "Comparative optical characterization of various Nd3+:YVO4
single crystals" Optical Materials 13, 193 (1999).
A.
Girlando
Spettroscopia
di cristalli a trasferimento di carica
I cristalli a trasferimento di carica sono caratterizzati da stati
elettronici di bassa energia e da proprietà spettroscopiche insolite
legate appunto al trasferimento di carica da un sito molecolare all?altro.
Il trasferimento di carica è alla base di molti fenomeni importanti,
quali la separazione di carica indotta dalla radiazione, o la conducibilità
indotta da un campo elettrico, etc. Il nostro approccio è di tipo
spettroscopico, adottando metodi sia assorbimento che di riflettanza speculare,
tecniche di microcampionamneto con luce polarizzata, misure a bassa temperatura
ed ad alta pressione. A questa attività di tipo sperimentale è
associata l?analisi ed interpretazione teorica degli spettri, anche mediante
lo sviluppo di appositi modelli. Questo studio integrato permette di utilizzare
i dati spettroscopici per ottenere utili informazioni microscopiche di
struttura elettronica e/o vibrazionale, così da caratterizzare pienamente
i materiali sotto studio e le loro transizioni di fase.
La ricerca, in particolare per ciò che riguarda la preparazione
dei campioni, è sovente fatta in collaborazione con altri gruppi,
tra cui citiamo il Dipartimento di Chimica e Tecnologie Inorganiche e Metallorganiche
dell?Università di Cagliari e l?Istituto di Chimica dei Materiali
del CNR
-
Hennessy M.H., Soos Z.G., Pascal R.A. Jr., Girlando A.: "Vibronic structure
of PTCDA stacks: the exciton-phonon-charge transfer dimer" Chem.Phys.
245, 199 (1999).
-
Masino M., Visentini G., Bellitto C., Girlando A.: "Spectroscopic characterization
of (BEDT-TTF)2[Pt(S2C4O2)2]
Charge Density Wave Ground State" J. Mater.Chem. 9, 1813 (1999).
-
Visentini G., Masino M., Bellitto C., Girlando A.: "CT Interactions
and e-mv coupling in BEDT-TTF (ET) salts and complexes" Synth. Metals
103, 1802 (1999).
-
Bigoli F., Deplano P., Devillanova F.A., Girlando A., Lippolis V., Mercuri
M.-L., Pellinghelli M.-A., Trogu E.F.: "New semiconductors obtained by
reaction of 4-imidazoline-2-selone derivatives with TCNQ. Characterization
and X-ray structure of (C9H12N4Se)(TCNQ)3"
J. Mater.Chem. 8, 1145 (1998).
-
Bigoli F., Deplano P., Devillanova F.A., Girlando A., Lippolis V., Mercuri
M.-L., Pelagatti A., Pellinghelli M.-A., Trogu E.F.: "A new class of electron
donors based on imidazoline-2-selone" Synth. Metals 86, 1853 (1997).
A.
Painelli
Studio
teorico e spettroscopico di molecole per ottica nonlineare
Dato il loro notevole previsto impatto tecnologico, la ricerca sui
materiali molecolari per l?ottica nonlineare è attualmente estremamente
attiva. Data la presenza di eccitazioni elettroniche di bassa energia,
i materiali a coniugazione p sono in quest?ambito
particolarmente promettenti. D?altra parte, eccitazioni di bassa energia
implicano grandi suscettività lineari e nonlineari anche nei confronti
di perturbazioni diverse dal campo radiante: è allora estremamente
importante investigare gli effetti dovuti all?interazione con l?ambiente
circostante e/o all?accoppiamento elettrone-vibrazione. I cromofori push-pull
, molecole p coniugate caratterizzate da una
testa elettron-donatrice ed una elettron-accettrice, sono attivamente studiate
per le loro grandi iperpolarizzabilità ottiche di primo ordine.
Dal punto di vista teorico esse sono molto interessanti per la relativa
semplicità della loro struttura elettronica, che in prima approssimazione
può essere descritta in termini di un modello a due stati. Introducendo
le interazioni elettrone-vibrazione e soluto-solvente in termini di semplici
modelli fenomenologici, e sfruttando appieno le diverse scale dei tempi
che caratterizzano i vari moti, abbiamo ottenuto una descrizione non perturbativa
delle proprietà di un cromoforo in soluzione. Abbiamo così
dimostrato che l?interazione con le vibrazioni interne e/o con un solvente
polare induce una notevole amplificazione delle risposte ottiche nonlineari
statiche, ben oltre le previsioni ottenibili per via perturbativa. L?analisi
degli spettri elettronici e vibrazionali ha similmente dimostrato l?inadeguatezza
degli approcci standard al solvatocromismo che tipicamente ricorrono ad
una linearizzazione delle varie interazioni. Il complesso comportamento
spettroscopico dei cromofori push-pull può essere descritto sulla
base di un semplice modello che include solo poche interazioni fondamentali,
purché la nonlinearità intrinseca del sistema sia sempre
adeguatamente considerata.
-
Painelli A., Terenziani F.: "A non-perturbative approach to solvatochromic
shifts of push-pull chromophores" Chem.Phys.Lett. 312, 211 (1999).
-
Painelli A.: "Amplification of NLO responses: vibronic and solvent effects
in push-pull polyenes" Chem.Phys. 245, 183 (1999).
-
Painelli A.: "Large vibronic contributions to NLO properties of conjugated
systems" Synth.Metals 101, 218 (1999).
-
Painelli A.: "Vibronic contribution to static NLO properties: exact
results for the DA dimer" Chem. Phys. Lett. 285, 352 (1998).
SVILUPPO
ED APPLICAZIONE DI NUOVE TECNICHE DI CHIMICA ANALITICA STRUMENTALE
G.
Mori
Sviluppo
di tecniche e strumentazioni elettroanalitiche
Sviluppo di metodi basati sull?impiego di elettrodi ionoselettivi
Sono stati messi a punto elettrodi ionoselettivi a membrana liquida
per cationi n-but-ammonio dotati di buone selettività nei
confronti degli isomeri ramificati, con buone prospettive per l'applicazione
biochimica e medica. E' stato inoltre sviluppato un nuovo modello interpretativo
per la calibrazione degli elettrodi ionoselettivi, che permette una valutazione
più precisa e rigorosa dei parametri di qualità dell'analisi
potenziometrica. Alla luce del modello proposto, che è adeguatamente
suffragato da un numero di dati sperimentali statisticamente significativo,
si stanno studiando innovazioni nella preparazione degli elettrodi ionoselettivi
che ne dovrebbero significativamente migliorare le prestazioni.
Studio delle elettropolimerizzazioni
di monomeri sostituiti con gruppi funzionali ionoselettivi.
Gli elettrodi modificati con film polimerici risultano essere sensori
potenziometrici, ma anche amperometrici, per le specie per le quali è
selettivo il gruppo sostituito sul monomero. Con questo tipo di elettrodi
si dovrebbe superare il problema, presentato da elettrodi a membrana liquida,
del lento rilascio in soluzione dello ionoforo e quindi delle loro scarsa
durata.
Messa a punto di metodiche elettrochimiche per l'esaltazione delle
impronte digitali su conduttori, usati come elettrodi di lavoro nella elettropolimerizzazione
di monomeri come pirrolo o tiofene.
Per questa attività il gruppo si avvale anche delle competenze
del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche che ha sede a Parma.
Il metodo, per la sua semplicità e per il suo basso costo sia di
strumentazione che di esercizio, costituisce senz'altro una valida alternativa
per oggetti metallici, per i quali il tradizionale metodo ai vapori di
cianacrilato non dà buoni risultati. Su questi oggetti (armi bianche
e da fuoco, maniglie, monete, chiavi ecc.) infatti le impronte vengono
evidenziate in modo inequivocabile e giuridicamente utile.
-
Cauzzi D., Graiff C., Massera C., Mori G., Predieri G.: "Cluster growth
with selenido-carbonyl clusters. Synthesis and structural characterization
of [M2Ru2(µ4-Se)2(µ-CO)4(PPh3)2] (M=Mo or W)" J. Chem. Soc.,
Dalton Trans., 321 (1998).
-
Giannetto M., Mori G., Notti A., Pappalardo S., Parisi M.: "Discrimination
between Butylammonium Isomers by Calix[5]arene-based ISEs" Anal. Chem.
70, 4631 (1998).
-
Bruti E.M., Giannetto M., Mori G., Seeber R.: "Electropolymerization
of Tetrakis(o-amino)phenylporphyrin and Relevant Transition Metal
Complexes from Aqueous Solution. The Resulting Modified Electrodes as Potentiometric
Sensors" Electroanalysis 11, 565 (1999).
-
Giannetto M., Mori G.: "A model for a correct evaluation of the sensitivity,
detection limit and selectivity constants of Ion Selective Electrodes"
Annali Chimica 89, 601 (1999).
A.
Mangia, M. Careri, M. Musci
Sviluppo
di nuove tecniche di campionamento e di analisi di sostanze volatili
Studio del comportamento di nuovi materiali per l'adsorbimento
selettivo di composti volatili
Sono stati presi in considerazione cavitandi, composti organici di
sintesi aventi capacità preorganizzate di dimensioni molecolari,
mediante i quali è stato verificato il comportamento di miscele
modello di composti aventi caratteristiche strutturali diverse. La dimensione
della cavità preorganizzata nel recettore è risultata essere
un fattore importante nel determinare la specificità dell?adsorbimento.
Studio della frazione volatile di alimenti e di composti volatili
derivanti da materiali di imballaggio
La caratterizzazione del profilo aromatico di alimenti e l?analisi
di sostanze volatili derivanti da cessioni di materiali di imballaggio
è stata effettuata mediante tecniche di estrazione in fase gas (tecnica
dello spazio di testa dinamico, tecnica "purge-and-trap", microestrazione
in fase solida) ed analisi in gascromatografia-spettrometria di massa.
Metodi di campionamento ed analisi di gas e composti volatili
in campioni ambientali
Il problema dell?analisi di gas di rilevanza ambientale è stato
affrontato sviluppando e validando un nuovo metodo basato su tecniche di
estrazione "solvent-free" (tecnica dello spazio di testa dinamico, tecnica
"purge-and-trap") per l?analisi del protossido d?azoto e di alchilsolfuri
da campioni di acqua di mare.
-
Careri M., Dalcanale E., Mangia A., Ruffini M.: "Cavitand sorbents for
the selective adsorption of organic compounds by the purge-and-trap technique"
Anal. Commun. 34, 13-15 (1997).
-
Caldentey P., Fumi M.D., Mazzoleni V., Careri M.: "Volatile compounds
produced by microorganisms isolated from cork" Flavour and Fragr. J.
13 185-188 (1998).
-
Careri M., Mangia A., Musci M., Parolari G.: "Development of Gas chromatographic
Method for Determination of Cholesterol Oxides in Meat Products" Chromatographia
47, 42-48 (1998).
-
Careri M., Mazzoleni V., Musci M., R. Molteni: "Effects of Electron
Beam Irradiation on Cork Volatile Compounds by Gas Chromatography-Mass
Spectrometry" Chromatographia 49, 166-172 (1999).
-
Careri M., Mori G., Musci M., Viaroli P.: "Evaluation of dynamic headspace
and purge-and-trap techniques for the high-resolution gas chromatography
analysis of nitrous oxide in seawater" J. Chromatogr. A 848, 327-335
(1999).
-
Careri M., Mangia A.: "Gas chromatography-mass spectrometry of flavours
and fragrances" in Current practice of GC-MS, Ed. W.M.A. Niessen,
Marcel Dekker Inc., 1999.
A.
Mangia, M. Careri
Sviluppo
ed applicazione di tecniche combinate cromatografia liquida-spettrometria
di massa per l?analisi di sostanze non volatili
Nel campo della tecnica cromatografia liquida-spettrometria di massa
(HPLC-MS) l?attività di ricerca ha riguardato sia aspetti metodologici
di ottimizzazione delle condizioni strumentali ed analitiche, e di confronto
tra diversi sistemi di interfacciamento, sia aspetti applicativi nel campo
della chimica degli alimenti a sostanze naturali di interesse nutrizionale
o tossicologico. In campo alimentare è stata proposta l'applicazione
del sistema particle beam LC-MS per l'analisi di sostanze termolabili ed
a bassa polarità, quali le vitamine liposolubili ed i carotenoidi,
e di composti più polari quali gli acidi fenolici; per altre classi
di sostanze, quali i prodotti di ossidazione del colesterolo ed i flavonoidi
é stato inoltre valutato l'impiego di diversi sistemi di interfacciamento
e di ionizzazione, quali ionspray e APCI (atmospheric pressure chemical
ionization).
Le potenzialità della tecnica HPLC-MS sono state dimostrate
anche in campo metallorganico, nella caratterizzazione della struttura
di composti organometallici sia polari, quali i cromocarbeni, sia a bassa
polarità come i clusters carbonilici di rutenio, selenio e ferro.
-
Andreoli R., Careri M., Manini P., Mori G., Musci M.: "HPLC analysis
of fat-soluble vitamins on standard and narrow-bore columns with uv, electrochemical
and particle beam MS detection" Chromatographia 44, 605-612 (1997).
-
Careri M., Manini P.: "Liquid Chromatography - Particle Beam - Mass
spectrometry under NICI conditions for the determination of b-carotene"
Chromatographia 46 425-429 (1997).
-
Careri M., Mangia A., Manini P., Predieri G., E. Licandro, A. Papagni:
"Use of particle beam liquid chromatography/mass spectrometry for the characterization
of chromium aminocarbene complexes" Rapid Commun. Mass Spectrom. 11,
51-56 (1997).
-
Careri M., Manini P., Predieri G., Sappa E.: "Normal-phase and reversed-phase
HPLC behaviour and particle beam MS characterization of alkyne-substituted
iron-carbonyl clusters" J. Chromatogr. A 789, 461-468 (1997).
-
Careri M., Ferretti D., Manini P., Musci M.: "Evaluation of particle
beam HPLC-MS for analysis of cholesterol oxides" J. Chromatogr.
A 794, 253-262 (1998).
-
Careri M., Mangia A., Musci M.: "Overview of the applications of LC-MS
interfacing systems in food analysis: naturally occurring substances" J.
Chromatogr. A 794, 263-297 (1998).
-
Manini P., Andreoli R., Careri M., Elviri L., Musci M.: "Atmospheric
Pressure Chemical Ionization Liquid Chromatography/Mass Spectrometry in
cholesterol oxide determination and characterization" Rapid Commun.
Mass Spectrom. 12, 883-889 (1998).
-
Careri M., Graiff C., Mangia A., Manini P., Predieri G.: "Novel Approach
to Separation and Identification of Organometallic Compounds in Complex
Mixtures by means of Particle beam Liquid Chromatography/Mass Spectrometry:
the case of Diphosphine-Substituted Selenido Iron and Ruthenium Clusters"
Rapid Commun. Mass Spectrom. 12, 225-230 (1998).
-
Careri M., Lombardi P., Mucchino C., E. Cantoni: "Use of eluent modifiers
for liquid chromatography particle-beam electron capture negative-ion mass
spectrometry of carotenoids" Rapid Commun. Mass Spectrom. 13, 118-124
(1999).
-
Careri M., Elviri L., Mangia A.: "Liquid chromatography-electrospray
mass spectrometry of carotene and xanthophylls. Validation of the analytical
method" J. Chromatogr. A 854, 233-244 (1999).
-
Cappiello A., Famiglini G., Mangani F., Careri M., Lombardi P., Mucchino
C., "LC/MS Determination of Phenolic Compounds using a Capillary-Scale
Particle Beam Interface" J. Chromatogr. A, 855, 515-527 (1999).
-
Careri M.: "Liquid chromatography-mass spectrometry in environmental
analysis" Encyclopedia of Analytical Chemistry: Instrumentation and
Applications, Ed. R.A. Meyers, J. Wiley & Sons (1999).
-
Careri M., Elviri L., Mangia A.: "Validation of a liquid chromatography-ionspray-mass
spectrometry method for the analysis of flavanones, flavones and flavonols"
Rapid Commun. Mass Spectrom. 13, 2399-2405 (1999).
A.
Mangia, G. Mori, M. Careri, Mucchino C., M. Musci
Applicazioni
di metodi chemiometrici
Applicazione di metodi di analisi statistica multivariata ai parametri
relativi alla frazione volatile e non volatile per la definizione della
qualità e tipicità di alimenti
Impiego di metodi di disegno sperimentale per l'ottimizzazione di
procedimenti innovativi di trattamento dei campioni (estrazione con fluidi
supercritici, estrazione in fase solida ed estrazione con microonde)
-
Careri M., Mangia A., Mori G., Musci M.: "A new multivariate approach
for the optimisation of the simultaneous distillation-extraction technique
for free fatty acids using a face centred cube experimental design: application
to Parmigiano-Reggiano cheese" Anal. Chim. Acta 386, 169-180 (1999).
-
Ambrogi P., Marchelli R., Mori G.: "Additivi alimentari: conoscenze
e pregiudizi di studenti delle scuole secondarie superiori" CnS
21, 121 (1999).
A.
Mangia, C. Mucchino
Sviluppo
ed applicazione di metodi per la determinazione di elementi in tracce in
matrici di interesse ambientale, alimentare e elettronico mediante tecniche
spettrofotometriche e ICP-MS.
Nel campo delle tecniche spettrofotometriche
in assorbimento ed emissione si sono messe a punto metodiche di analisi
di numerosi metalli (Ag, B, Cd, Cr, Cu, Fe, Ni, Mn, Mo, Si, Nd, Pb e Zn)
sia in matrice acquosa che con acido acetico al 3% eseguendo la validazione
secondo la normativa ISO CD 11843-1.I metodi sono stati applicati all?analisi
di prove di cessione di materiali per uso alimentare, in campioni vegetali
e di suolo sia intenzionalmente contaminati che provenienti da varie zone
del comprensorio parmense. In particolare utilizzando la tecnica ICP-OES
è stato proposto un metodo per la valutazione del difetto di stechiometria
in cristalli di tellururo di cadmio.
Utilizzando la tecnica ICP-MS
si sono sviluppate metodologie per l?analisi quantitativa di Nd in cristalli
di KLa(MoO4)2 e per l?analisi rapida semiquantitativa per la valutazione
del tenore di impurezze in cristalli organici per ottica non lineare. La
tecnica ICP-MS è stata parimenti utilizzata per la determinazione,
a livello di pg g-1, di As, Sb e Sn in matrici di
interesse ambientale e di Pt, Pd e Rh in particolato atmosferico.
-
Marmiroli N., Maestri E., Antonioli G., Conte C., Marmiroli M., Mucchino
C.: "Application of syncrotron radiation X-ray fluorescence (ì-SRXF)
and X-ray microanalysis (SEM/EDX) for the quantitative and qualitative
evaluation of trace element accumulation in woody plants" International
Journal of Phytoremediation 1, 169-187 (1999).
-
Cavalli E., Zannoni E., Mucchino C., Carozzo V., Toncelli A., Tonelli
M., Bettinelli M.: "Optical properties of Nd3+ in KLa(MoO4)2
crystals" Journal of Optical Society of America B 16, 1958-1965
(1999).
CHIMICA
PER LA SALVAGUARDIA DEI BENI CULTURALI
A.
Casoli
Risoluzione
di problemi analitici finalizzati alla conoscenza e alla conservazione
dei Beni Culturali
La ricerca, in questo settore, può essere suddivisa in due linee
principali:
1) Studi di materiale archeologico
Obiettivo di una ricerca archeometrica è quello di contribuire
alla definizione del ruolo politico ed economico di un sito attraverso
lo studio del materiale archeologico di scavo. Particolarmente utili allo
scopo sono le indagini scientifiche, con le quali è possibile ottenere
informazioni riguardanti provenienza e tecnologia di lavorazione, mediante
la determinazione della composizione chimica e delle caratteristiche chimico-fisiche
dei reperti. Tra i materiali presi in considerazione, particolare attenzione
è stata rivolta al materiale ceramico. A livello operativo, la ricerca
è stata condotta in modo da realizzare alcune condizioni essenziali,
e cioè:
a) scelta di reperti di sicura area di produzione, in particolare scarti
di fornace;
b) analisi di un numero statisticamente significativo di campioni, in
riferimento alla variabilità riscontrata in ciascun ambito di studio;
c) trattamento statistico dei dati analitici, allo scopo di definire
gruppi composizionali di chiara identificazione.
2) Conoscenza e diagnosi dello stato di conservazione delle opere
pittoriche
Sono stati svolti studi per caratterizzare i materiali, definire le
tecniche di esecuzione, diagnosticare lo stato di conservazione e proporre
metodologie di intervento per la conservazione di opere pittoriche. Un
aspetto della ricerca particolarmente sviluppato riguarda la caratterizzazione
dei leganti organici in manufatti pittorici. In particolare, si è
applicata una metodica GC/MS - precedentemente messa a punto - a vari casi
di diversa complessità.
L'esperienza maturata nello studio dei leganti pittorici ha permesso
di avviare un recente progetto di ricerca, che si fonda sulle seguenti
considerazioni: - gli studi analitici finora condotti hanno evidenziato
che è assai problematico individuare l'esatta natura del materiale
organico antico, in quanto la distribuzione dei componenti nei campioni
antichi non rispecchia in modo univoco la composizione dei materiali di
riferimento; - dall'esame dello stato attuale di conoscenza, si evince
la mancanza di parametri specifici da correlarsi con lo stato di conservazione
e/o degradazione delle sostanze organiche in manufatti pittorici. Lo studio
si è posto come obiettivo primario l'individuazione di parametri
correlabili con i processi di degrado dei materiali organici in manufatti
di interesse artistico.
-
Casoli A., Musini P.C., Palla G.: "Analytical study about the chemical
composition of the film - forming material on restored wall paintings"
Sci. Technol. Cultural Heritage 6 (1), 23-24 (1997).
-
Casoli A., Palla G., Tavlaridis J. "Gas Chromatography / Mass Spectrometry
of Works of Art: Characterization of Binding Media in Post -Byzantine Icons"
Studies in Conservation 43, 150-158 (1998).
-
Colombo C., Toniolo L., Bruni S., Fermo P., Casoli A., Palla G., Bianchi
C.L. "Gilt stuccoes of the italian baroque" Studies in Conservation
43, 201-208 (1998).
-
Casoli A., Fichera M., Fifi A.P., Musumarra G., Palla G.: "Characterisation
of proteinaceous binders by multivariate analysis of their amino acid "fingerprint""
Sci. Technol. Cultural Heritage 7 (1), 39-47 (1998).
-
Nonnis Marzano F., Triulzi C., Casoli A., Mori A., Vaghi M. "Marine and
lacustrine radioecological researches in Antartica. 1992-1994" Intern.
J. Environ. Anal. Chem. 71(3-4), 311-319 (1998).
-
Casoli A.: "La conoscenza dei dipinti murali: due casi a confronto Progetto
e Restauro" 10, 27-32 (1999).
-
Casoli A., Cauzzi D., Palla G.: "The study of binding media in polychrome
works of art: the drying oils" OPD Restauro 11, 111-121 (1999).
-
Casoli A., Spagnolo F., Vizzari M., Chiari R. "Studio analitico per la
conoscenza degli intonaci della facciata" In "Il complesso dei Paolotti
di Parma. Una ricerca di metodo per la conoscenza e il recupero di un?architettura
storica" a cura di Anna Barozzi, Artegrafica Silva Editore, 173-182
(1999).
-
Mirti P., Appolonia L., Casoli A.: "Technological features of Roman Terra
Sigillata from Gallic and Italian centres of production" J. Archaeological
Science 26, 1427-1435 (1999).
-
Aruga R., Casoli A., Mirti P., Palla G.: "Classification of ancient proteinaceous
painting media by the joint use of pattern recognition and factor analysis
on GC/MS data" Fresenius' J. Anal. Chem. 365, 559-566 (1999).
LINEE
DI RICERCA IN FASE DI SVILUPPO
R.
Borromei, C. Rizzoli
Tecniche
multimediali nella didattica chimica
L'utilizzazione di tecniche multimediali nell'ambito della didattica
si sono rivelate essere uno strumento efficace per una migliore comprensione,
da parte degli studenti, degli argomenti svolti a lezione. In tale ambito,
presso il Gruppo di Chimica Fisica del Dipartimento, viene condotta una
ricerca che ha come scopo, quello di realizzare delle lezioni "on line"
contenenti, oltre al normale testo e figure, anche dei programmi interattivi
scritti con il linguaggio JAVA. Tali programmi che possono funzionare,
sia sul lato client (applet), sia sul lato server (servlets), possono essere
utilizzati dagli studenti sia per eseguire dei test che facilitino la comprensione
degli argomenti svolti a lezione dal docente, sia come esercitazioni numeriche
nel campo della chimica fisica
E' in fase avanzata la progettazione di programmi riguardanti i seguenti
argomenti:
| TERMEQUIL |
calcoli termodinamici sugli equilibri chimici sia in fase omogenea
che eterogenea |
| LAARGRAF |
studio degli equilibri liquido-vapore per un sistema a due componenti
e ottimizzazione delle curve di equilibrio |
| POURBGRAF |
studio della corrosione di un metallo in soluzione acquosa mediante
i diagrammi di Pourbaix |
La suddetta ricerca verrà ampiamente sperimentata nel Laboratorio
Informatico Didattico e Scientifico, costituito recentemente presso il
Dipartimento di Chimica Generale ed Inorganica, Chimica Analitica e Chimica
Fisica, in cui verranno messi a disposizione degli studenti dei computer
PC collegati a un server WEB operante in ambiente Linux.
R.
Borromei, L. Oleari
Studio
con metodi ab-initio e semi-empirici di stati elettronici eccitati di ioni
dei metalli di transizione ospitati in matrici cristalline
Numerosi sistemi cristallini contenenti come "ospiti" ioni di metalli
di transizione o terre rare hanno oggigiorno una notevole importanza applicativa
come materiali luminescenti, materiali per laser allo stato solido, nuovi
pigmenti ecc. Trattandosi di sistemi piuttosto complessi per la loro caratterizzazione,
oltre al lavoro sperimentale, è necessario sviluppare indagini teoriche.
A tal fine vengono condotti calcoli quantomeccanici di energia reticolare
sia per la matrice ospitante pura che per la matrice "drogata" cercando
di dedurre le possibili deformazioni della matrice stessa nel primo intorno
dello ione ospite. Successivamente, sulla base di tali risultati, vengono
condotti calcoli sulle possibili transizioni sullo ione ospite e quindi
sulle proprietà ottiche del materiale.
A.M.
Manotti-Lanfredi, F. Ugozzoli
Catalizzatori
di palladio nell?attivazione di CO e Cl2 senza formazione di
fosgene
L?attività di ricerca, condotta in collaborazione con il Dipartimento
di Chimica dell?Università di Bari, è pertinente allo studio
della reattività e delle proprietà catalitiche di composti
di coordinazione e metalloorganici di Pd, Cu, Ni, in grado di promuovere
la conversione di ammine primarie e secondarie, in reazione con ossido
di carbonio ed con alogeno donatori, ad isocianati, esteri carbammici ed
urea senza formazione di fosgene. Gli studi compiuti con tecniche spettroscopiche
IR, NMR e diffrattometriche, hanno permesso di individuare il meccanismo
del processo e hanno dimostrato la effettiva formazione di carbamoilderivati
di palladio (di cui esisteva finora solo una indiretta evidenza) quali
intermedi chiave nel promuovere le trasformazioni suddette.
ALTRE
PUBBLICAZIONI
-
Bachert I., Braunstein P., Guillon E., Massera C., Rosé J., DeCian
A., Fischer J.: "Synthesis of Palladium Clusters with the P-N-P Assembling
Ligands (Ph2P)2CH2(dppm)
and (Ph2P)2NH(dppa). Crystal
Structure of [Pd4(m-Cl)2(m-dppm)2(m-dppa)2](PF6)2"
J. Cluster Sci. 10, 445 (1999).
-
Ianelli S., Pelosi G., Cocco M.T., Ponticelli
G.: "Crystal structure of diaquabis(N1-acetylacetamidrazone)cobalt(II)
dichloride, C8H22Cl2CoN6O4"
Z. Kristallogr. NCS 213, 519-520 (1998).
-
Radanovic D.J., Ianelli S., Pelosi G.,
Matovic Z. D., Tasic-Stojanovic S., Douglas B.E.: "Some hexadentate Ni(II)-edta-type
complexes containing five-membered rings. The molecular and crystal structure
of the trans (O5) isomer of barium(ethylenediamine-N,N?-diacetato-
N,N?-di-3-propionato)nickelate (II) hexahydrate, trans (O5))-
Ba[Ni(eddadp)]. 6H2O, and strain analysis of edta-type chelates
in relation to their octahedral distortion" Inorganica Chimica Acta
278, 66-75 (1998).
-
Carcelli M., Ianelli S., Pelagatti P.,
Pelizzi G.: "Structural characterization of a new ligand mode of 2,6-diacetilpyridine
bis(semicarbazone), H2daps" Inorganica Chimica Acta 292,
121-126 (1999).
-
Manotti Lanfredi A.M., Angelini E.:
"Chimica - Schemi dei lucidi con esercizi per Diplomi Universitari in Ingegneria",
Pitagora Editrice, p. 1-493 (1999).
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Battistini L., Zanardi F., Rassu G.,
Spanu P., Pelosi G., Gasparri Fava G., Belicchi Ferrari M., Casiraghi G.:
"Total synthesis of both enantiomers of trans-b
-hydroxypipecolic acid" Tetrahedron: Asymmetry 8, No. 17,
2975-2987 (1997).
-
Belicchi Ferrari M., Gasparri Fava G.,
Pelosi G., Predieri G., Vignali C., Denti G., Serroni S.: "Crystal and
molecular structure of [Ru(bpy)2(2,3-dpp)]Cl2×3H2O×
CH3CN and 1H and 99Ru NMR spectra of [Ru(bpy)2
(2,n-dpp)] [PF6]2 (bpy=2,2?-bipyridine, dpp=bis(2-pyridyl)pyrazine,
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Kuchova K.I., Chumakov Y.M., Simonov Y.A., Bocelli G., Panasenko A., Vlad
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Thirumavan S., Venkatachalan V., Manohar A., Ramalingam K., Bocelli G.,
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(M= Zn, Cd, Hg) complexes. Single crystal X-ray structure of bis(di(2-dihydromethyl)-dithiocarbamato)
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Carcelli M., Cozzini P., Marroni R., Pelagatti P., Pelizzi C., Sgarabotto
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2-pyridyl ketone oximate)palladium(II)" Inorg. Chim. Acta 285,
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Bocelli G., Cantoni A., Righi L.: "Crystal structures of substituted biphenyl
derivatives: 5,5?-di-t.butyl-2,2?-biphenyldiol and 5,5?-dimethyl-2,2?-biphenyldiol"
J. Chem. Cryst. 29, 159-162 (1999).
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Catellani M., Motti E., Paterlini L., Bocelli G., Righi L.: "Multiple arylation
of aromatics via removable palladacycle scaffolds: polyciclic compounds
and their way of formation" J. Organomet. Chem. 580, 191-196
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Catellani M., Cugini F., Bocelli G.: "Palladium-catalyzed sequential reactions:
a new termination step leading to spirocyclohexane-dione formation from
p-iodophenol and bicyclo[2.2.1]heptene" J. Organomet. Chem. 584,
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Catellani M., Baroni F., Bocelli G., Ghelli S.: "Double metallation of
a molecular tweezers with chromium and visible light-induces metal transfer
into the cavity" J. Organomet. Chem. 583, 106-110 (1999).
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Bigi F., Bocelli G., Maggi R., Sartori S.: "Stereoselective synthesis of
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